giovedì 29 dicembre 2011

Manneken pis


E' un'epoca di grandi cambiamenti. Pannolini, pampers, tutine. Del resto, il piccolo budda italo-polacco é fatto cosí. Quando qualcuno decide di cambiarlo si pone all'istante una domanda tutta sua. Perché mai non cogliere la palla al balzo e fare altre due o tre pipí nel mentre? E si da pure la risposta. La performance dell'altro giorno é stata insuperabile. Si inclina su un lato prima di tirare, poi sull'altro e ritenta. Riesco ad evitare il bombardamento con scaltri movimenti della silhouette.
Per addestrare una ballerina del ventre non ci potrebbe essere di meglio.
Non contento della performance, si abbocca completamente su un fianco per poi smitragliare, con omogenea meticolosità, tutto il tavolo con le pomate, le salviette e i ricambi.

Qualcuno propone di andare in centro a vedere il manneken pis. Come se ce ne fosse bisogno.

Questa specie di annaffiatore portatile un merito peró già ce l'ha. Quello di aver smosso una famiglia da routine natalizie perennemente uguali a se stesse. Certo attraversare il centro nella calca con mandria al seguito non é molto meno arduo che farsi la Parigi-Dakar in triciclo. Ne perdo uno ogni dieci metri. Dalla qual cosa, in epoca di comunicazioni wireless in roaming, il fatturato di wind e vodafone ne ha tratto enormi benefici. Ma ne é valsa la pena dato che un'ambientazione cosí suggestiva é difficile da trovare altrove.

Insomma viva Bruxelles, che nostante tutto, riesce ancora a sorprendere, piccoli urinatori indefessi inclusi.

domenica 25 dicembre 2011

Impuntature

Eglise Sainte Alice

Ma dov'é una chiesa qua vicino? mi ha domandato l'altro giorno mia madre.
Se mi avesse chiesto di risolverle un'equazione differenziale avrei risposto prima e meglio. Un tempo c'era una chiesa nei paraggi ma se non sbaglio fu teletrasportata altrove dagli alieni (vedi sparizioni misteriose). Succesivamente un vicino calabrese mi aveva dato l'indirizzo di una chiesa con messe in italiano a St.Gillis. Sfortunatamente l'informazione mi é rimasta in memoria per un tempo inspiegabilmente breve.
In compenso, non lontano da qui, c'é la moschea più grande del Belgio. Rispondo per restare in tema di montagne che vanno a Maometto.
Ma quando dici chiesa deve essere per forza cattolica apostolica? No perché dietro l'angolo ce ne sarebbe una siriana ortodossa...


Alla fine cercando la farmacia di turno per Ludo la chiesa cattolica la troviamo, Sainte Alice. Esiste davvero, é vicinissima e non é nemmeno frutto della fantasia perversa di uno sceneggiatore (vedi Le resto italien).
A proposito di fantasie perverse, a volte ti chiedi se ha senso scrivere un blog quando la realtà sconfigge in modo cosí clamoroso l'immaginazione. Come nel caso del nuovo ministro spagnolo dell'economia che in precedenza era stato il capo della filiale spagnola di Lehman Brothers. Del resto Rajoy era stato chiaro, prima mi votate e poi vi dico chi sarà il ministro (vedi que se vayan casi todos). Ha vinto ugualmente per cui, a ragion di logica, se avesse nominato il maggiordomo di Rockfeller nessuno avrebbe avuto diritto ad aprire bocca.
In breve, quale occasione migliore per riproporre un vecchio quesito, tipicamente natalizio. Cattivo uso della sovranità popolare é sinonimo di mancanza di sovranità popolare? Al cenone del resto bisognerà pure parlare di qualcosa.

giovedì 22 dicembre 2011

Nuove frontiere

Fiume Rubicone

L'era della doppia residenza é finita. L'arrivo di Ludo e l'aria bella che tira in Italia (caccia ai conti all'estero di italiani, verifiche su gente che non dichiara nulla al fisco, etc ) mi hanno convinto a passare quel Rubicone personale rappresentato dalla soglia del consolato di rue Livourne, per l'iscrizione all'AIRE (anagrafe italiani residenti all'estero).
L'avventura, perché di quello si tratta, comincia bene. All'entrata un foglio avvisa dello sciopero generale. Alcuni servizi potrebbero essere sospesi.
-Ci ho messo due ore per venire. Tutto inutile, si lamenta una ragazza.
Io invece riesco ad entrare. L'impiegato mi da un modulo. Mentre compilo arriva uno disperato.
-Aiuto. Siamo stati derubati di soldi e documenti!
-Ah no! Non posso aiutarla. Vada all'aiuto sociale...
E' sempre bello avere qualcuno su cui contare quando si é nei guai all'estero.

-Per suo figlio invece deve rivenire, mi dice. I terminali sono in panne. Dovrebbe andare allo sportello unico. Ma non credo troverà qualcuno... 
Gli chiedo se sa almeno quale sarà la sua nazionalità, essendo nato in Belgio da madre polacca.
-Italiana, senz'alcun dubbio. Mi risponde.
L'ho sempre detto che ci vuole culo nella vita.
-Caro Ludo, comincia a farti venire qualche idea per racimolare i 30000€ di debito pubblico di tua competenza, gli dico di ritorno a casa.
Quello sgrana gli occhi, corruccia la bocca, sembra quasi dire con lo sguardo, non so cosa significhi ma suona tanto di padulo post-natale.
Il povero Ludo continuerà, almeno per ora, ad essere l'apolide di sempre. Io in compenso sono tornato ad essere un cittadino modello.

domenica 18 dicembre 2011

Bontà pre-festive


L'imminente arrivo delle festività natalizie é reso visibile dall'evidente innalzamento del livello di bontà connesso al periodo.
L'altro giorno ho finalmente offerto alla classe di francese il promesso brindisi in onore di Ludo. Champagne francese o Prosecco veneto era il dilemma della vigilia? Nell'incertezza li ho portati entrambi. Sembrerebbe che il prosecco possa aver vinto nel gioco delle preferenze. Non me la sono sentita nemmeno di negare una parola di conforto per i madridisti affranti per l'ennesima batosta interna col Barça.
Ma l'1-3 é un risultato eccellente, gli ho detto. Due anni fa fu 2-6, l'anno scorso 0-5. Io ci  vedo una chiara inversione di tendenza.

Ci é stato finanche proposto di partecipare ad un progetto letterario. Uno scrittore fiammingo cerca brussellesi d'importazione disposti a collaborare. Ognuno di essi racconterà una storia di fate, di folletti o comunque di fantasia del proprio paese. Il requisito é che la favola sia stata tramandata oralmente. Inoltre non deve essere una di quelle globalmente conosciute. Ci saranno dei video e un libro che le lega tutte in una specie di Mille e una notte brussellese.
Mi é subito venuto in mente cosa raccontare.
C'era una volta un paese governato dal migliore statista degli  ultimi 150 anni dove l'economia andava molto meglio che altrove. La gente era prospera, aveva case, conti correnti e riempiva i ristoranti. Fu proprio allora che perfidi poteri globali accecati dall'invidia si misero in azione...  
-Scusa ma almeno i bambini ci credono a questa favola?
-Non saprei. Penso di no.
-Ma allora lo vedi che non li hai capiti i requisiti.

I miei eroi saranno gli ScorzaMaurielli. Ora mi serve la storia.

giovedì 15 dicembre 2011

Il mio nemico ha la carta visa


Ero l'altro giorno al centro commerciale di Woluve. C'era una ragazza italiana che parlava al cellulare. Diceva di aver speso 200€ alla Prenatal per suo figlio, e di averne spesi altrettanti in giro per negozi. 400€ di acquisti d'impulso, non preventivati. Magari un giorno la vedremo sfilare in un qualche corteo contro le banche che opprimono la gente per mezzo del debito.

Quanto a noi questi livelli non li abbiamo raggiunti però il nostro bel contributo l'abbiamo comunque dato. 150€ di spesa. Chiaro, tutte cose utilissime, indispensabili. Indispensabili le pentole. Dovreste vedere come eravamo deperiti senza. Indispensabili i nuovi bicchieri. Finora bevevamo raccogliendo il liquido nell'incavo della mano per poi aspirarlo a mo di gargarismo. Lo so, é brutto a dirsi. Per non dire dell'imprescindibile tartine du pecheur a 8€ e dell'irrinunciabilissima creme espresso a 3€. Phiuh, ancora pochi minuti e poi sarebbe stato troppo tardi, si leggeva nello sguardo dell'addetta.

In realtà non è colpa nostra. Le luci, gli arredi, le vetrine, le offerte, il marketing, le promozioni trasformano questi shopping centers in moderni santuari dove non si può e non si deve resistere. Andarci e non comprare nulla è come andare in chiesa e non fare l'offerta. E' come prendere la comunione senza aver fatto il segno della croce. La religione ufficiale ti castiga con l'inferno delle anime. Quella del consumo ti schiaffa nel girone dei perdenti, popolato da chi non spende e ostenta.

Si dice che l'assassino nel giallo della crisi globale sarebbe la finanza. Non mi convince. La finanza magari è il complice, magari l'avvoltoio che profitta di una situazione creata da altri. Ma il vero colpevole é l'apparato culturale che spinge gli individui, gli stati e l'umanità intera a vivere al di sopra delle loro possibilità.
Il mio nemico è la pubblicità.

domenica 11 dicembre 2011

Prodigi della natura


Ci sono gatti che possono saltare da fermi in verticale fino a due metri, formiche in grado di trasportare carichi infinitamente surperiori al loro peso corporeo. Poi c'é un neonato. Lo vedi e ti domandi, come farà mai un essere microscopico a produrre tali quantitativi di cacca. Ecco un altro bel quesito esistenziale a cui Science & Vie potrebbe ben dedicare una pubbliacazione hors de serie.

-Ti metto l'allarme alle 6 per andare a prendere i tuoi.
-E' ridondante, ho risposto, con la sveglia naturale che ci ritroviamo.
Avevo ragione. Questo prodigio della tecnologia funziona alla perferzione. Cinque alle sei e scatta l'allarme. Soddisfatti, siamo soddisfatti. A chiedere il rimborso non ci pensiamo proprio.

Rientro a casa e trovo mio padre sotto shock. Si é fatto il cappuccino con il Rice dream, bevanda biancastra a base di riso. Pensava fosse latte.
La panetteria all'angolo di Edith Cavell, ha croissants e torte meravigliosi. Per non dire dei brownies e del molleau au chocolat.
-Eh si ma questo caffé fa schifo.
Allo psicodramma dell'espresso l'italiano all'estero non sfugge. Come pure alla legge secondo la quale a Bruxelles non si deve mai parlare italiano pensando di non essere capiti. E non si sfugge nemmeno al suo esatto opposto, quando per esempio si chiedono informazioni alle persone in italiano come se nulla fosse.
-Le domande alla gente le riusciamo a fare, mi hanno detto di ritorno dal supermercato. Il problema é che non capiamo quello che rispondono.

La ressa il primo giorno d'iscrizione ai corsi di lingua. Altro bel mistero degno dell'attenzione di  Science & vie.

giovedì 8 dicembre 2011

Il post del postero

Mi chiamo Ludo.
Fosse stato per me sarei rimasto dov'ero. A occhio e croce mi pare un un postaccio qui fuori. Non pensate non sappia nulla di quello che é avvenuto in questi nove mesi. Me ne é giunta voce nel micro universo acquoso e ovattato dove mi trovavo. Tsunami, tragedie nucleari, rivoluzioni, guerre, soppressione di tiranni, crolli finanziari, perfino il nuovo governo belga. Ecco, quest'ultimo é stato il segnale  che il tempo di uscire era venuto. Di sabato notte, ma solo per rendere felice la fisioterapista e la ginecologa che si trovava in qualche landa a due ore da qui.

Sono stati lunghi questi nove mesi. Con mia madre che aveva i blues. Si commuoveva per tutto, anche per Basilicata coast to coast. Ma Basilicata coast to coast non é triste. Si metteva i giocattoli sulla pancia e mi suonava i versi degli animali più strani, a volte persino l'inno polacco. E poi si preoccupava già per il mio futuro. Mio padre provava a tranquillizzarla. Nessun problema, diceva. Se é biondo con gli occhi azzurri lo mandiamo in Italia, se no in Polonia. Sono ancora troppo piccolo per capire appieno il senso di questa affermazione però suonava bene. Peró mia madre si indispettiva e diceva che lei intendeva altro.
Poi c'é mio padre. Il dottore aveva stimato il mio peso del 20% sopra la media e quello subito ha iniziato a chiamarmi obesino. Diceva che facendo le proporzioni era come se lui pesasse 100 chili. Non é bello. Manco nato e già devo avere i complessi.
Ha un blog. Lo chiamo blog per carità di patria (quella degli altri s'intende, io mica ce ne ho una). Più che altro mi sembra un minestrone. Per mesi ha parlato di tutto, semafori pedonali, complotti, primati, supermercati, ciclomotori, postini. E su di me? Nemmeno una riga. Solo una vaga allusione per dire quanto aveva risparmiato sul mio passeggino e niente più.

In compenso ha mostrato il video delle mie ecografie a cani e porci. Se non fossi cosí microscopicamente piccolo e avessi la benché minima idea di cosa fosse, farei un esposto al garante della privacy.
Oggi arrivano anche i miei nonni, per completare il presepe. Quest'anno é la montagna che va a Maometto. E tutto in mio onore. Si esprimono in una lingua rumorosa piena di vocali. Mia madre invece utilizza una lingua dalla sintassi stranissima, come quando il gatto passa sulla tastiera. E' piena di sibili, un po' come succedeva al mio bisnonno se gli cadeva la dentiera. I miei comunicano in una lingua che chiamano inglese, o almeno credono loro che lo sia. Invece tutte le signorine vestite di bianco che mi girano attorno si esprimono in un idioma cantato con parole cortissime e tutte attaccate. Sono appena uscito e ho già il mal di testa. 
Ok, é andata. Sono fuori. Son contento di esser nato ma mi dispiace. Mi dispiace di esser nato ma son contento.

domenica 4 dicembre 2011

Paese che vai postino che trovi



Suona il postino al citofono.
-C'é un pacco per lei, glielo lascio nel portone. E' sabato mattina deve avere fretta
-Ma no, aspetti. Scendo Subito
-ça va.
Quando arrivo trovo il pacco nelle mani della signora del secondo piano.
L'ho trovato qua per terra, mi  dice. Contiene un set di tre pezzi di Sponge Bob. Il bicchiere é lesionato.

Avevo raccontato di una precedente disavventura in un ufficio postale ma lí era St. Josse, quartiere d'immigrati. Gente brutta e nera. Finalmente le poste decidono di assegnarci come ufficio di riferimento quello ben più ariano di Cortenberg. Ma l'andazzo é sempre lo stesso
Riceviamo  una consegna da Amazon. L'addetto allo sportello prende l'avviso. Inizia a perdere tempo, parlotta nel retrobottega. Guarda il pacco, lo riguarda. É aperto.  
Not again, avrebbe detto David Cameron.
-Lo abbiamo ricevuto cosí.
Si contorce come l'anguilla che sente come imminente l'arrivo del pranzo di capodanno.  In realtà sa benissimo che é stato aperto da un collega.
-Allora ci dia una copia della constatazione. Se lo avete ricevuto cosí sarà stato di sicuro verbalizzato.
Arriva il capo ufficio, una donna. Inizia ad arrampicarsi sui vetri tale maestria da fare impallidire la donna ragno.
-Sii. Fate bene a rimandarlo indietro. Ma certo, dovete sporgere reclamo. Ecco il numero ed ecco il link.
Sul sito il pacco risulta peró rifiutato dal destinatario in quanto non conforme all'ordine. Iniziamo a perdere la pazienza e inviamo il reclamo. La risposta rasenta livelli di omertà degni di un romanzo di Sciascia.
Alla fine la colpevole diventa Amazon, che invece rifa la spedizione senza fiatare.

Si parla sovente di mele marce. Una categoria, si dice, non deve sentisi sotto accusa per il comportamento di qualcuno. Il che é logico, a condizione peró che i disonesti siano individuati e emarginati dagli altri. Se invece i misfatti dei colleghi anzicche essere riportati vengono coperti e i 'favori' si fanno nelle speranza/certezza di una futura 'restituzione', in quel caso marcia non é solo una mela ma tutta la piantagione.

giovedì 1 dicembre 2011

So' fratelli a noi, ci vengono a liberà

Mimmo Cavallo - Uh mammà

Berlusconi ha finalmente rassicurato gli orfanelli disperati e tutti quelli che dalla sua caduta sbraitano come sabine rapite. Darà giusto il tempo a Monti di dare una rapida pulitina alla stalla e poi ritorna, elegge il suo maggiordomo e si fa nominare presidente della repubblica.
Puó diventare interessante a questo riguardo il modo in cui, dicono, é stato eseguito il complotto che lo ha rovesciato.
Decidono che Berlusconi non va bene e iniziano a ridergli in faccia. Poi, siccome gli italiani non sono svegli abbastanza da mandarlo a casa da soli, gli svalutano le aziende di famiglia e quello finalmente molla il colpo.
Contengo a fatica l'eccitazione. Si tratta del complotto più bello di questo mondo! Come si farà a partecipare? C'é un'email, un numero verde? No, in realtà non c'é. Ma esiste comunque il modo di contribuire alla causa. Basta smettere di acquistare i prodotti dei Big spenders, i principali inserzionisti Mediaset. Si immagini la soddisfazione poi, se dovesse funzionare, nel raccontare ai nipoti di aver preso parte alla cospirazione che fece fallire Mediaset.

Poi ce n'è un altro di complotto, ancora più bello se si puó. L´ha elaborato Dirk Meyer, professore all´università delle forze armate tedesche. E' il piano per l'uscita della Germania dall'eurozona. Si parte con la chiusura improvvisa delle banche un lunedì qualsiasi e il contestuale blocco di frontiere e transazioni finanziarie. Le banconote presenti in Germania verrebbero timbrate con inchiostro magnetico anticontraffazione. Tutto questo porterebbe nel giro di un anno alla creazione di un Euro nuovo, altissimo, purissimo, levissimo aperto solo a Germania, Olanda e Finlandia.
Se si pensa che tutto ciò possa essere ispirato da gretti egoismi nazionali ci si sbaglia. Il movente é esclusivamente umanitario. Non si é detto infatti che l'euro é lo strumento della dominazione tedesca? Non si é detto inoltre che stampare moneta é il mezzo per ottenere la felicità universale, ma che non lo si può fare per l'azione della Spectra international che ha imposto l'euro?
Magari gli strateghi della Bundeswehr, divorati dal rimorso, si sono pentiti delle loro malefatte. Come nei film sono diventati di colpo buoni e hanno deciso di lasciarci finalmente liberi di stampare tutta la carta igienica colorata che ci pare.
Era quasi tutto pronto. Peccato che poi si sono scordati di non farlo pubblicare sul giornale.

domenica 27 novembre 2011

Il reperto /2

Eglise St. lambert - protettore dei ciclomotori

Riassunto puntata precedente. In Spagna tanto tempo fa qualcuno, che per altro sa a mala pena andare in bicicletta, decide di acquistare un ciclomotore. Il motorino dopo interminabili peripezie burocratiche  finisce per diventare parte dell'arredo urbano in una piazzetta brussellese antistante una chiesa dedicata ad un santo. Grazie alle intercessioni di quest'ultimo il decrepito veicolo é fatto salvo per lungo tempo dalle mire dei ladruncoli di quartiere. Fine riassunto.

Qualche mese dopo la redazione di quel post il santo deve aver deciso di prendersi un giorno di vacanza. O meglio ancora, deve aver cominciato anche lui ad averne le scatole piene dell'inutile rottame. Sta di fatto che i ladri hanno avuto il via libera e dello scooter se ne è persa felicemente ogni traccia. 
-Se c'è una cosa che rimpiango, mi sono sentito dire di tanto in tanto, quella è il motorino.
-Ma se ci sei andata su una sola volta in una landa sterrata in Spagna, rischiando per altro di sterminare una famigliola col cane?
-Lo so, ma é che sin da piccola avevo sognato di averne uno..
-Ah, se è così andiamo a comprarne un altro.
-Nonononono....

Due giorni fa squilla il telefono.
-Chi era? domando.
-Il commissario Van Snick, risponde lei raggiante come una pasqua, hanno ritrovato il motorino.

Ma porca di quella xy, ho pensato, ma quando mai s'é visto che ti ritrovano un motorino rubato a distanza di due anni? Ma la polizia non c'ha un cazzo da fare qua a Bruxelles? Con tutti questi complotti che hanno origine in questo quartiere. Ma che andassero ad arrestare Van Rompuy dopo tutto quello che ha combinato.

Il bello é che, a quanto pare, al commissariato ci dovrei andare io.

Cold Case. Restate sintonizzati. La saga del motorino perduto continua....

giovedì 24 novembre 2011

Primati

Il discorso di Farage genera entusiasmi
In Belgio i negoziati per la formazione del nuovo governo sono tornati in alto mare. 
Non ha senso tutto questo, ha affermato qualcuno al corso di francese. E' un equazione senza soluzione. Anziché negoziare per un nuovo governo, dovrebbero iniziare a trattare per rendere la scissione del paese quanto più indolore possibile.

Mi é venuta subito in mente la domanda di Farage al presidente del consiglio europeo, che aveva osato sconsigliare all'Italia le elezioni, nel bel mezzo della crisi del debito.
Cosa in nome di dio le da il diritto di dire questo al popolo italiano?
Frase che ha destato, sui blog di destra, entusiasmi al limite dell'onanismo, ed in molti casi ben oltre.
Perché non replicare il trucco? ho pensato. Potrebbe tornare utile per innalzare il livello della mia popolarità nella classe.
Au nom de dieu, qu'est-ce que te donne le droit de dire cela au peuple belge?
Qualcosa peró deve essere andata storto. L'effetto non é stato quello sperato.
Dai per scontata l'esistenza di Dio, mi hanno fatto notare. In più sostieni che ti ha dato delega a rappresentarlo. Quanto a cosa da il diritto a dire qualcosa la risposta é semplice, la costituzione. Sotto la voce, libertà di espressione del pensiero. Diritto inviolabile e universale di ogni essere umano. Lo sanno anche alla crèche di rue Campenhout.
Fantastico, si sono congratulati Tre magagne di tale portata in una frase di quindici parole é cosa che meriterebbe menzione nel guinness dei primati.

Come farà Farage ad avere tanto successo? Dipenderà dal fatto che riesce a rimanere serio quando parla?

domenica 20 novembre 2011

Que se vayan casi todos

Mariano Rajoy, leader del PP. Ammiratore di Franco

Una ragazza spagnola che conosco si é detta soddisfatta dalla prospettiva di una vittoria della destra in Spagna nelle imminenti elezioni. I sondaggi la danno per certa. Basta, diceva, con tutti questi sprechi dell'amministrazione provocati dai socialisti. Almeno la destra farà dei tagli.
Lei lavora nell'ammistrazione spagnola. Ovviamente non c'é nulla di strano. Non é il primo tacchino che vota per il partito del pranzo di Natale. Temo che non sarà l'ultimo. 

 Leggevo su Repubblica:
Tutti pensano che Zap si sia giocato la credibilità in un weekend all’inizio di maggio del 2010. Quando, dopo aver negato per mesi la gravità della crisi economica, varò un pacchetto antirecessione che tagliava gli stipendi statali, congelava le pensioni e rendeva più facili i licenziamenti.

Adesso arriva Mariano Rajoy. Taglierà gli stipendi agli statali, congelerà le pensioni e renderà più facili i licenziamenti. A questo ci aggiungerà ovviamente un tocco di creatività tutta sua, limitando aborto e divorzio, abolendo i matrimoni gay e magari dando qualche soldino ai cattolici per le loro scuole, che poverini hanno sofferto tanto sotto i malvagi socialisti.

Ma l'ineffabile Mariano ha dato il meglio di se in un intervista che ho letto l'altro giorno. Cito testualmente.

Ha già deciso chi sarà il suo ministro dell’Economia? 
So chi sarà il ministro dell’Economia, ma lo dirò solo quando gli spagnoli ci daranno un mandato per governare.
Negli ultimi tre anni 300.000 famiglie hanno perso la casa perché non riuscivano più a pagare il mutuo. E molte altre rischiano di fare la stessa fine nei prossimi mesi o anni. Ha qualcosa da proporre a queste persone?Il problema è sempre lo stesso. Se non c’è attività economica e non c’è creazione di posti di lavoro succedono cose come quelle che lei ha appena detto, e si mette in discussione la sostenibilità del sistema pensionistico, si parla di tagli alla sanità, all’istruzione. Il punto chiave per la Spagna è creare attività economica, tutto il resto dipende da questo.

Capito? Il segreto é creare posti di lavoro! Come abbiamo fatto a non arrivarci prima? Io ci metterei pure la pace universale, la fine di tutte le guerre e chi lo sa, magari anche un po' più d'amore nel mondo non sarebbe così male.

Poi conclude su quanto é successo a Berlusconi.
Non posso dire sempre quello che penso. Tradotto, é vittima di un complotto demoplutogiudaico.
Io penso, conclude, che i governanti debbano essere eletti dai cittadini.
E magari visto che ci troviamo dirgli prima chi sarà il ministro dell'economia (*) e che misure economiche intendono prendere.

Insomma la montagna degli Indignados più che il classico il topolino, sta producendo una  pantegana formato famiglia. A questo punto una piccola riflessione si impone. Le proteste, la rabbia, le manifestazioni sono cosa buona e giusta. Se poi ci si ricorda tra un sit-in e l'altro di fare qualcosa per (tentare di) vincere le elezioni, ecco magari potrebbe aiutare.
E se no ci si divertirà a raccontarsi "Le mille e un complotto" a botta di sagria e tapas, in tutte le calde notti di mezza estate dei prossimi lunghi cinque anni.
Ah, dimenticavo. Ho appena scoperto il modo per risolvere il problema della fame nel mondo. E' semplicissimo, basta dare da mangiare a tutti.

(*) Se poi dovesse essere uno della Trilaterale giuro che potrei rimanere stecchito per le risate.

giovedì 17 novembre 2011

Ritardi inspiegabili


Sono molto colpito da quanto sta riuscendo a fare Claudio Messora ultimamente. Un oscuro blogger finalmente esce da un qualche tombino della rete, rompe il muro della censura e svela a vaste platee le oscure trame dietro i recenti crolli di borsa e la conseguente caduta del governo. Ormai lo si ritrova in ogni dove. ServizioPubblico, l'ultima parola, Matrix.
-Come mai nessuno dice che.....? tuona Byoblu senza paura.
-Ma cazzo! Ma se lo lo hai appena finito di dire in diretta su rai 2! Avrebbe commentato mio nonno. Semplificava molto mio nonno. Poi c'é addirittura chi arriva a fare insinuazioni su questa improvvisa popolarità televisiva del nostro eroe. Sarà che le sue tesi tornano utili per scaricare altrove le colpe di Berlusconi  ed aiutarlo a fargli fare la vittima ancora una volta? Come si puó? La malafede non conosce confini e nemmeno la vergogna.

Comunque, ottusa cecità di alcuni a parte, mi hanno convinto. Dietro il golpe che ha messo fine alla democrazia e ha portato al potere le banche c'é la Germania. Certo Germania é concetto vasto che contiene moltitudini. Bundesbank, Ratziger, Boris Beker, Stasi, Claudia Shiffer. Non é facile raccapezzarsi. Per amore di banalità prenderei come punto di partenza della trama golpista Angela Merkel. E' cancelliere, é facile da capire, non si devono fare sforzi.

Ecco come sono andate le cose. Angela Merkel devastata per aver scoperto di non aver più alcuna speranza di essere invitata ad Arcore per il Bunga, Bunga va fuori dai gangheri e esclama paonazza.
 -hë möh m'a skaßät ö katz!!
che significa
-La situazione internazionale richiede celeri interventi per rilanciare l'economia e salvaguardare la stabilità dell'euro.
Si catapulta nel bunker della cancelleria del Reich,  indossa l'elmetto che fu di Göring e schiaccia con furia animalesca il punsante rosso che le lampeggia difronte.
A quel punto le cellule dormienti Carlucci, Destro, Antonioni etc, ibernate da alcuni lustri nei loro scranni di Montecitorio, riprendono coscienza e passano all'istante all'UDC, provocando la fine con effetto immediato della democrazia.

Odio la Merkel. Era in grado di mettere in piedi cotanto complotto e che fa?  Attende 17 anni! Por qué, Por qué, Por qué? (*)


(*)Da considerarsi come piccolo tributo a gioviale allenatore portoghese vittima di orrendi complotti ovunque vada ad allenare.

domenica 13 novembre 2011

Qualche ingenua domanda ai complottisti

Goldman sucks

L'accusa di rozza superficialità me l'aspetto. Pazienza. Visto quante ne ho duvute sentire di questi tempi sento di voler correre il rischio.  Here we go.

Euro. Quando si parla dell'Italia pre-Euro mi vengono in mente una partitocrazia tentacolare e corrotta, trame occulte, stragi impunite, interessi alle stelle, inflazione e svalutazioni, oscuri palazzinari che mettono in piedi imperi mediatici con capitali provenienti da chi sa dove. Faccio fatica invece a ricordare quest'idillio, di cui si parla in giro,  fatto di vallate fiorite e verdi prati al tempo della lira. Devo preoccuparmi? Sarà l'età?

Europa. Adesso il cattivo é l'Europa, dicono. Distrugge sovranità popolare e impone dall'alto macelleria sociale. Eppure la commissione europea é espressione di consiglio (capi di stato e di governo) e parlamento (suffragio universale). Non sarà che l'Europa impone politiche di destra in quanto impestata da governi di destra? Cattivo uso della sovranità popolare é sinonimo di mancanza di sovranità popolare?


BCE. Poi c'é la perfida BCE. Ok essere perfidi non é bello ed effettivamente l'istituzione non é sottoposta a sovranità popolare ma é soggetta a regole. Magari saranno sbagliate, assurde, inaccettabili. Ma restano regole decise per via politica e per via politica modificabili dovesse manifestarsi sufficiente consenso. E poi mica tutto deve essere per forza elettivo. La magistratura lo é? Lo sono i carabinieri? I bambini di 6 anni eleggono la maestra prima di iniziare la scuola? Mi saró dimenticato anche questo a causa dell'età?


Demoplutogiudaismo. Poi ci sono quelli che le cause dei problemi le cercano all'esterno. Quello che é successo non é colpa dei virtuosi greci e dei civici italiani, dicono. Ingenui quelli che si ostinano a pensare che mafia, evasione fiscale, corruzione, scempio ecologico, sprechi osceni, corporativismo, caste con privilegi da medioevo possano essere anche lontanamente la causa. No. La colpa é di una qualche setta di vegliardi barbuti probabilmente froci ma sicuramente ebrei.
Ora. Le teorie del complotto demoplutogiudaico non sono certo una novità dell'ultima ora. Fanno parte da sempre dell'armamentario di tutti gli estremismi, quando c'é bisogno di trovare a tutti i costi un nemico esterno a cui addossare le colpe della platea che si cerca di blandire. 
Certo, riuscire tutti i giorni a dire qualcosa controcorrente deve essere una fatica estenuante. Non hanno peró  timore che gli illustri predecessori possano chiedere le royalties?

Golpe. Poi ci sono quelli che si strappano le vesti per la caduta di Berlusconi. Berlusconi era capo di un governo eletto, é la tesi, Monti no. Ergo, si tratta di un golpe. Demoplutogiudaico, si intente. Sul fatto che in realtà si eleggono i parlamenti, e non i governi, non starei a sottilizzare. Un errore da ripetente delle medie puó capitare a tutti.
Comunque Monti capo del governo è il segno dell'avvento di un nuovo reich interplanetario. Punto e basta. Il fatto che il parlamento del 2008 resti in carica (vedi il ricatto degli azionisti), che i provvedimenti dovranno essere votati dai Milanese, Carlucci, De Gregorio, Tedesco, Calearo di sempre, che voltagabbana e saltafossi continueranno a fare il bello e cattivo tempo, beh quello é un irrilevante dettaglio per menti poco sofisticate.
A parte questo, motivi di soddisfazione non gliene mancano. Finalmente hanno trovato un degno capo bastone (vedi Scilipoti: Monti Lobbista banche). Saranno andati al bar a festeggiare l'evento?

Montepuccio. Ultimissima domanda e poi chiudo. Il comune di Montepuccio è in dissesto. Non sarebbe meglio se uscisse dall'Euro, istituisse la sua banca centrale, iniziasse a stampare una sua moneta, per poi sbaragliare i comuni circostanti con un'astuta svalutazione? Allora si che a quelli del comune di Roccacannuccia passerebbe la voglia di fare complotti.

giovedì 10 novembre 2011

Piaghe dell'umanità

Pedoni brussellesi ai semafori in attesa del verde

Visto che nulla succede, vorrei coglire l'occasione per parlare di una grave piaga brussellese.
La durata del rosso ai semafori per i passanti.
Se Minzolini, a corto di notizie, ne vuole parlare al tg1 gli cedo il post senza royalties.

Dicevamo dei passagi pedonali.
Ci sono (#1) quelli con semaforo. Consigliati a chi in inverno prova piacere a finire sul bancone dei merluzzi surgelati del supermercato più vicino nell'attesa esistenziale del rosso per le auto.
La durata del verde in compenso é fulminena.
Tentare l'attraversamento è considerata eccellente tecnica di allenamento per i 100 metri all'olimpiade di Londra.

Io invece preferisco (#2) quelli senza semaforo dove il pedone avrebbe la precedenza e dove ogni volta va in scena una sottile battaglia psicologica in due atti. (i) Il guidatore non decellera per dare l'impressione di non fermarsi. Io (ii) che  faccio un leggero movimento in avanti col busto e col ginocchio come se stessi sul punto di passare.
Cosa che, venendo da dove vengo, non ho alcuna intenzione di fare.
Se peró abbocca  non ha prezzo la soddisfazione di sentirlo ripartire alle mie spalle con una risentita accellerazione. Funzione questa della (a)cilindrata del veicolo  e (b) del livello di frustrazione per l'oltraggio dell'attesa dopo avermi visto attraversare con tutta la calma che la situazione richiede, 
C'é da capirli gli automobilisti.  Uno investe in una Mercedes e poi deve cedere il passo alla prima vegliarda con la scusa che piove e nevica.

Io invece i semafori pedonali li abolirei. Il pedone passa come e quando vuole e il conduttore si ferma. Se no, gli si appioppa una multa che per pagarla deve contestualmente dismettere l'auto, ipotecare la casa e concedere lo ius primae noctis su moglie e figlia all'assessore ai trasporti.
In alternativa ci sarebbe la rottamazione del veicolo sul posto con lui dentro, ma la costituzione non lo consente.

Eh ma quello che ha il villino quattro facciate sul mare del nord come fa? Ci può mai mettere tre ore per arrivare al lavoro? No, specie se prende casa a 100 metri dall'ufficio. E se poi il fitto é più alto del salario, si fa raddoppiare lo stipendio dal capo. E se questo lo manda a passeggio, é la volta buona che smette di guardare il grande fratello e va a fare la rivoluzione. Sono problemi suoi non miei.

La buona notizia é che la benzina é sempre più cara. Che non tutti i mali vengano per nuocere é un fatto assodato.

domenica 6 novembre 2011

All'anima del commercio


La visita al supermercato del sabato mattina é un evento catartico. Ingorghi umani all'entrata, carrelli in tripla fila. Mura e pavimenti che sembrano trasudare gente. Per non dire degli addetti al carico e scarico. Bloccano, con aria scocciata, intere corsie proprio nell'ora più affollata del giorno più affollato. Fanno la faccia seccata se qualcuno li intralcia. Dio che rottura, clienti ovunque. sembrano pensare. Come se il supermercato esistesse col solo scopo di dargli un impiego.
Mi chiedo se c'é una relazione diretta tra il quantitativo di merci presenti in un carrello e il livello di frustrazione accumulato dal proprietario durante la settimana.

Ci riflettevo durante l'intervallo di una partita. In onda c'era quello spot dove c'é lei che chiede al fidanzato se gli va di andare al mare, e lui si vede alla guida di un bolide a 200 all'ora su una strada di costiera, ovviamente deserta. Ma guidare a rotta di collo non sarebbe reato? Allora perché non sponsorizzare una rapina in banca?
La pubblicità andrebbe regolamentata. Le aziende dovrebbero essere chiamate a rispondere di quello che promettono. Ad esempio, io compro la tua macchina. Se poi mi dici dove si trova quella costiera così deserta in estate te la pago il 50% in più, altrimenti mi restituisci metà del prezzo.
Posso pure offrire al mio amico genovese il tuo pesto industriale. Se però quello mi toglie il saluto poi mi paghi i danni morali.

Si parla di crisi della democrazia rappresentativa. Si dice che la politica é diventata una estensione del marketing. Del resto fu lo stesso Berlusconi a rivelare il segreto del suo successo parlando dei suoi potenziali elettori. Considerateli alla stregua di bambini di 11 anni nemmeno troppo intelligenti disse ai suoi pubblicitari.  Nessun esponente di sinistra sarebbe mai stato capace di darne una definizione così brillante e azzeccata.
Ora cercare di trarre profitto da un ragazzino con qualche deficit mentale é qualcosa che tutti troverebbero abietta. Ecco perché la pubblicità elettorale andrebbe proibita. Tout court.
Anzi é proprio la campagna elettorare mediatica che bisognerebbe far sparire. Come? Smettendo di eleggere i deputati lo  stesso giorno. Lo si potrebbe fare con tante piccole elezioni locali spalmate a cadenza settimanale. Il parlamento sarebbe comunque completamente rinnovato ogni cinque anni ma non simultaneamente. A quel punto sparirebbero le campagne elettorali generali, i media nazionali non servirebbero più a molto, la politica ritornerebbe sul territorio.
E soprattutto i governi smetterebbero di essere al riparo dal giudizio popolare per cinque lunghi anni.

giovedì 3 novembre 2011

Empatia

katane - gioco di società
Dopo due ore di partita Mik sbotta inviperito
-Questo gioco é insopportabilmente noioso. E' una vita che non avanzo, gli altri si sviluppano e si arricchiscono, e io non mi sposto di un millimetro.
-Che vuoi, é pur sempre un gioco tedesco.
Katane riproduce in piccola scala il meccanismo dell'accumulazione. Tanto più disponi di strade e centri abitati, tanto più accumuli risorse, che a loro volto vengono trasformate in strade e città. Se poi le risorse che hai sono scarse, le vendi. Il processo si autoalimenta e la dimensione minima per vincere é più facile da raggiungere.
-No, basta me ne vado! Ho perso fin troppo tempo. Mi sento come quegli arabi tagliati fuori da tutto, che vedono gli altri spassarsela senza che a loro arrivi niente e che decidono alla fine di far saltare tutto.
Il volume della sua risata nervosa non ha nulla da invidiare, quanto a decibel, alla sirena dell'allarme antiaereo durante la battaglia d'Inghilterra.
-Si, peró se continui cosí sale Little Susie (vedi Incontri ravvicinati) e finisci per capire, visto che ci sei, anche quello che l'arabo prova quando viene rapito dalla CIA e tradotto a Guantamo.

Comunque non ha torto. Il gioco é fatto male e anche io alla fine ho perso. Non é nemmeno contemplata la possibilità di aggredire militarmente un avversario per fregargli le risorse. Se dobbiamo riprodurre la realtà facciamolo bene.

domenica 30 ottobre 2011

Esportazioni


Si parlava al corso della recente Sarkozeide. Il nostro eroe dopo aver salvato l'umanità dall'ecatombe finanziaria mercoledì al vertice europeo é rientrato in patria e, a qualche mese dalle presidenziali, si é praticamente coricato sulle televisioni. Si é fatto intervistare all'Eliseo per un'ora e mezza a reti unificate su TF1 (privata) e France 2 (pubblica) da due scondinzolini amici suoi scelti da lui.
Visto che sotto sotto adora Silvio? Non si puó immaginare miglior discepolo di cotanto maestro. Quanti piagnisdei per nulla per i risolini del vertice.
-Una vergogna, uno scandalo. E' la prima volta che si verifica una cosa del genere. Diceva l'insegnante.

Bisogna capirli. Fanno così perché sono ancora nel primo stadio del procedimento illustrato da Luttazzi (vedi raiperunanotte minuto 3.00). Ma poi gli passerà, ci faranno l'abitudine e la smetteranno di rompere le scatole con queste menate sul pluralismo, tipiche di una certa vetero-sinistra che si attarda su antimoderne battaglie di retroguardia che annoiano la gente.

Si é poi parlato delle imminenti elezioni spagnole dove la destra é data per vincente. Tutti hanno concordato sul fatto che un altro governo di destra era veramente quello di cui si sentiva urgente bisogno in Europa, viste tutte le soddisfazioni che ci stiamo togliendo con quelli già esistenti.
Comunque il nuovo governo ha già annunciato, dicevano, l'epurazione di giornalisti sgraditi dalla TV pubblica. La sua occupazione é data per certa. Mi confermano che anche in Spagna lo piduista di casa nostra controlla una rete televisiva.
 -Non vorrei dire, ma a occhio e croce ho l'impressione che tra tre settimane vi troverete conciati quasi come gli Italiani.
Non mi manca mai una parola di conforto. Specie per Pedro che aveva appena finito di affermare parlando di De Wever (leader dei nazionalisti fiamminghi) che io, visto Berlusconi, di demagoghi dovrei capirne.

Insomma altro che declino. Il fascismo lo abbiamo esportato, la mafia pure e con la videocrazia siamo ormai in dirittura d'arrivo. E poi dicono che il made in Italy é in crisi. Disfattisti!

giovedì 27 ottobre 2011

Right or wrong it's my ass

Ombre cinesi

Esercizio di traduzione dal francese all'EPFC:
Nous faisons confiance au sens de la responsabilité de l'ensemble des autorités italiennes, politiques, financières et économiques. (vedi video)

soluzione:
Fidarci di quel pagliaccio? Ma stiamo scherzando? Magari di Napolitano, di Draghi, al limite di Tremonti, tié. Di tutti, eccetto quella latrina portatile di Berlusconi.

L'insulto all'Italia, con tutta la tutta la buona volontà, non riesco a vedercelo. Ma sono tra i pochi. 
Oddio! E' inaccettabile! E' offensivo! Hanno iniziato a sbraitare le verginelle. E non solo i servi del regime. Anche la Marcegaglia, la stampa confindustriale e terzista e, dulcis in fundo, Bersani. Quest'ultimo va capito peró. Gli hanno toccato quel gingillo di Silvio. E metti e dovesse veramente lasciare? Chi poi voterebbe più per un simile incapace? Nemmeno i familiari di primo grado. Per il PD Silvio é meglio di una polizza sulla vita.

Ma non capite, quando deridono lui in realtà deridono l'Italia e gli italiani. Si sente pigolare in giro per internet. Ma magari fosse vero! Perché mica è Berlusconi quello che merita di essere sbeffeggiato. Berlusconi é uno che fa i suoi porci comodi indisturbato da vent'anni. Lo scherno se lo meritano quelli che glielo permettono, non di certo lui.
Come se uno invitasse a casa un vicino e gli lasciasse svuotare il frigo, portare via l'argenteria e magari gli offrisse i servigi della moglie mentre canta a squarcia gola "Meno male che il mio vicino c'é". Non è certo il vicino quello da prendere per i fondelli.
 
Ieri passavo per Shuman. Gli accessi al rond-point erano bloccati. Il quartiere era militarizzato per il vertice straordinario. Mi avrebbe fatto piacere incontrare la Merkel per caso ma non é successo.
Finalmente, ci siete arrivati anche voi, le avrei detto. Certo avete avuto bisogno che Euro e l'EU fossero sull'orlo del baratro. Serviva proprio che ti chiamasse culona inchiavabile perché ti si aprissero gli occhi su un punto cruciale, che l'Italia é straordinaria nel produrre merda ma quando si tratta di esportarla é insuperabile. E' una vita che lo vado ripetendo (qui e qui).
Allez. Meglio tardi che mai.

domenica 23 ottobre 2011

Prodotti tipici /2


L'altro giorno in preda ad un raptus d'astinenza da parmigiano reggiano prendo una decisone drastica e decido di fiondarmi al chiosco di prodotti italiani al mercato di place des chasseurs ardennais.
-Abbiamo anche le mozzarelle di bufala, mi dice l'addetto.
-Di bufala? rispondo pensoso
-Si, l'animale grosso, tutto nero e mansueto con due corna e le tette grandi...
-Si ma di che provenienza?
-Eboli! Risponde quello raggiante.

Ma che incredibile coincidenza. In effetti é proprio quella la ragione per cui mi sono fatto 2000 chilometri. Per comprare da lui le mozzarelle al doppio del prezzo e vecchie di tre giorni.
-Peró sono importate da uno di Vicenza, aggiunge.
Ah se è cosí allora me ne dia tre chili! mi viene da dire.

Comunque ci deve essere qualcosa di strano nel mondo che mi circonda. Tutti che sanno dove si è fermato Cristo. C'è uno che fa commercio di prodotti di Altavilla alla commissione. Adesso le mozzarelle di bufala. Non sarà che sono vittima di un raggiro, che quelli che mi circondano sono dei figuranti e che in realtà mi trovo a Buccino? Perché se è cosí fatela finita. Il gioco è bello quando dura poco.

giovedì 20 ottobre 2011

Incontri ravvicinati


Riassunto della puntata precedente. I nostri eroi all'uscita da una riunione soviet di condominio cercano vanamente di sfuggire alle grinfie della terribile vicina Little Susie, che però é implacabile, li individua e gli annuncia una sua venuta a breve perché gli deve dire delle cose. Fine riassunto.

Scordatevi il post precedente. Little Susie è una donna straordinaria. Little Susie è più unica che rara e se non ci fosse bisognerebbe inventarla. E in ogni caso ne farei qualche copia. Un paio di cloni di back-up, come minimo. Del resto se una ti da quasi un decennio meno di quanto riportato all'anagrafe merita questo e altro.

E poi l'incontro é stato meno terribile di come ci si attendeva. Ci ha raccontato di come all'inizio fosse prevenuta con noi. Pensava fossimo i soliti eurocrati spocchiosi. Ma poi quando ci ha visto in prima linea alla riunione cospiratoria si è immediatamente ricreduta. A quel punto non ha potuto che provare ammirazione per il coraggio e la noncuranza del rischio che abbiamo mostrato schierandoci contro Monsieur 10%.
-Scusi signora Little Susie, perché? Sarebbe pericoloso?
- eh.., replica con un sospiro che vuole dire tutto e nulla.

Ci racconta delle incomprensioni passate.

-Diciamocelo, non è mai semplice sapere qual'é la cosa giusta da fare quando si arriva in un nuovo paese con consuetudini tanto diverse....
Che tradotto dall'idioma buonista significa 'Non so come si fa nei vostri cavolo di paesi ma qui in Belgio..'
Si insomma qui in Belgio quando si fanno dei lavori, anche se non ce ne sarebbe l'obligo formale, ma co-me for-ma di cor-te-sia si avvertono i vicini.
-Ma veramente noi l'avevamo comunicato.
-Non lo sapevo. A chi l'avete detto?
-Al portiere e....a MonsieurDixPourCent. Ok, lasciamo perdere.

Si è discusso delle possibili soluzioni per limitare tutti i rumorini dato che lei viene da un periodaccio. Tipo camminare a mezz'aria, respirare per endovena etc, etc.
-Quello che conta, conclude compiaciuta, è vivere in armonia con i vicini.

Non so come si faccia nei vostri paesi ma qui in Belgio i post finiscono, spessissimo, a tarallucci e birra.

domenica 16 ottobre 2011

Monsieur 10%


Arriva la vicina della porta accanto con una rivelazione sconvolgente.
-Sapete come lo chiamano l'amministratore? Monsieur 10%! Preferisco non rivelarvi chi me lo ha detto, aggiunge. Poi ci ripensa e ce lo dice. Ma mi raccomando però, non dirlo agli altri!
Figuriamoci se lo dico a qualcuno. Male che vada lo scrivo nel blog. Che poi nella pratica è la stessa cosa.

E comunque non sarebbe la  prima volta. Già accadde, ad esempio, quando beccai mia cugina a fumare e questa mi costrinse a prometterle di non spargere la voce. Infatti non lo dissi a nessuno. Mi limitai solo a scriverlo col pastello rosso sull'intonaco bianco del muro del giardino.

L'agitazione nello stabile è dovuta ad una specie di soviet segreto di coinquilini. Lo scopo della cospirazione è rovesciare il suddetto Monsieur 10%. I misfatti dell'azzimmato panzone, in effetti, non sono pochi. C'è anche Little Susie. La sua presenza è per noi rasserenante come quella dell'uomo nero per un alunno della materna (vedi Dal balcone). Al momento opportuno cerchiamo di svignarcela smaterializzandoci come ombre sul muro. Invano.
-Salve! Ci possiamo incontrare per parlare una di queste sere?
E che ci dovrà dire stavolta? ci domandiamo.
-Che respiro troppo forte quando torno dallo jogging?  
O qualcosa tipo:
Non so come funziona nei vostri paesi ma in Belgio la legge prevede che  quando si cammina debba rimanere uno strato d'aria di venti centimetri tra la suola e il suolo.

Comunque la tecnologia, internet, i blog saranno pure delle conquiste straordinarie, ma quello che si riusciva a fare col buon vecchio pastello rosso resta senza uguali.

giovedì 13 ottobre 2011

Adda vení Victór

Vicktor Orban - capo del regime cattolico e nazionalista al potere in Ungheria

-Se passi alla posta spedisci anche quella raccomandata.
-Cos'è?
-E' per l'ambasciata, in Polonia si vota.
Piove e fa freddo, l'ufficio è lontanuccio. Provo a raccontarle di quel post molto arguto e ben argomentato in cui si spiega che lei nel votare compie una grave violazione etica dato che vive all'estero e non paga le tasse. Non è peró in vena di sottigliezze. In compenso l'elevata propensione all'incazzosità è quella di sempre.

Se la devo spedire la spedisco. Il punto è che cosí facendo divento quasi corresponsabile delle sue scelte. E se ha votato per la destra ultracattolica, antieuropea e xenofofa di Kachinsky? Di cestini lungo il tragitto comunque non ne mancano. Si lo so, il voto è segreto, le opinioni vanno tutte rispettate. Come no. Datemi una busta contenente una scheda votata per il PDL e poi vedete che fine fa.

I sondaggisti, a conferma del loro momento di grazia, davano come incerto il risultato del voto polacco. Il governo filo-europeo ha peró stravinto [a quanto pare anche con il mio micro contributo]. Si è tattatata della prima riconferma di un  esecutivo in carica dopo la caduta del muro. Perfino una lista laica e pro-gay ha preso il 10%.

Lech Kachinsky ha reagito come il cattivo del film, in rotta dopo il trionfo dei buoni.
-Budapest un giorno arriverà anche qui! ha minacciato paonazzo per l'ira.
Si riferisce a quel satrapo di Orban che sta devastando la democrazia ungherese nell' indifferenza beata di commissione e parlamento europeo. Ma la storia gioca contro di lui. Il paese è in forte espansione economica e la demografia sta erodendo la base ultraclericale fatta di anziani poco istruiti.

-Ti volevo dire. Tra 4-5 anni...se le cose si dovessero mettere male, ma veramente male, ...
-Si?
-Non è che posso diventare polacco anche io?
-Ma certo, quando vuoi.
Sapevo che era un una persona su cui poter contare.

domenica 9 ottobre 2011

Meno male che appól c'é

Il tempo delle mele

-Secondo te che cosa vorrà dire 'Stay hungry, stay foolish'? domando
-Un tubazzo, a occhio e croce.
In effetti detta così sembra l'elucubrazione di un tredicenne spinellato.
-Ma perché, chi lo dice?
-Come non lo sai? Era il celebre slogan di Steve Jobs.
-Ah no, allora ha molti significati, tutti di grandissima importanza...
Me li spiega tutti, uno per uno. Finalmente anche io so.
 
Mi dispiace sinceramente per Jobs. Era un talento ed il destino si è ingiustamente accanito con lui.   
Ma è il ruolo di Apple (Appól come dicono qua) nell'informatica moderna che è in gioco. L'argomento è serio.  Prima dell'arrivo degli iPod, degli iPhones, degli iCheNeSo vari c'era gente che nel tragitto dall' ufficio a casa, non poteva scrivere nulla su twitter, per non dire di facebook! Alcuni per mezz'ora, altri per un'ora, alcuni addirittura più a lungo. Ben aldilà dei limiti della sopportabilità. Come si faceva a sopravvivere?

giovedì 6 ottobre 2011

Segreti

Alsemberg, Fiandre
Ci dirigiamo a Braine-l'Alleud per ritirare un oggetto acquistato su eBay. Lo chiameremo per semplicità l'oggetto X. Magari tra un paio di mesi ne rivelerò il nome, per ora ancora no. A Porte de Hal ci immettiamo sullo Chaussée d'Alsemberg e iniziamo a percorrere il ridente stradone con animo sereno. Ad un tratto cambia nome e diventa Chaussée de Bruxelles. Altri due chilometri e ridiventa Chaussée d'Alsemberg.
-Ma cosa si era scolato il topografo la sera prima? Tutta la produzione Jupiler di giornata?
In realtà i rintronati siamo noi. E siamo pure astemi. Se la strada non si chiama più chaussée di Alsemberg vuol dire una sola cosa, che sei a Alsemberg!
In breve, in Belgio quando una strada prende il nome del posto da cui provieni significa che sei arrivato a destinazione! Chiedo scusa ai belgi per aver ripetutamente dubitato delle loro immense potenzialità intellettive.

L'oggetto X nuovo costa 800€, di seconda mano 300-350€. Noi ce lo siamo aggiudicato per 150€.
-E' stata stupida la venditrice. Si è dimenticata di nominare la marca, famosissima, nel titolo e ha messo il nome dell'oggetto X in olandese. Di consequenza l'annuncio non veniva fuori nelle ricerche e sono stata la sola a fare una offerta!
Il talento mercantile di chi mi circonda lascia esterrefatti. Lo facesse di professione si arricchirebbe in un mese.
Si parlava di capitalismo nel post precedente. Dire a qualcuno di non meritarselo, almeno nella versione dominante, si è detto, è come dirgli di non meritarsi la lebbra, è come accusarlo di non essere degno di un weekend in una baita isolata con Raffaele e Amanda. Ma dato che è ben poco probabile che le regole del gioco cambino, tanto vale vedere se è possibile a farle girare a proprio vantaggio.

Faccio un esempio assolutamente inventato. Un certo giorno iniziano a circolare voci che un'ipotetica banca franco-belga sia prossima alla bancarotta. Le azioni crollano del 10% e la gente inizia a ritirare i soldi. L'indomani perdono un'altro 20%. Il terzo giorno spunta qualcuno e dice 'tanto la salviamo, bisogna garantire i conti correnti, i risparmiatori,  bla, bla, bla... '. A quel punto le azioni risalgono. Tutto scontato come il funzionamento di un orologio a pendolo.

Sul fatto che si facciano più soldi vendendo e comprando che producendo nessuno può avere dubbi. Basta chiedere conferma al primo contadino che capita a tiro. Quindi diventare i massimi esperti di quotazioni di pa....ehm...dell'oggetto X su eBay è una strada da prendere in considerazione. Come pure comprare azioni della suddetta banca cinque minuti prima che ne annuncino il salvataggio.

domenica 2 ottobre 2011

Domande infantili


L'altro giorno su Vivacité parlavano della crisi dei quarant'anni che sopraggiunge quando si scopre che la giovinezza è definitivamente finita. Quando non si possono più fare le cose che si facevano prima, e si devono trovare nuovi equilibri. Quando viene il momento in cui si deve metabolizzare il lutto.

Ovviamente ci sono chiari segni della sua insorgenza. Come quando, ad esempio, si prede un chilo in mezza giornata e lo si perde in un mese. Ma solo se si segue il programma di preparazione della maratona di New York.
-L'esercizio fisico ha una importanza relativa, mi è stato detto. Conta molto di più mangiare sano. Mangiando vegetariano, ad esempio, non si ingrassa.
Domanda. Pane e crema di cioccolata fondente della Cote d'Or sono vegetariani? Perché dalla lista degli ingredienti si direbbe di si.  Ecco, un'altra bella domanda di quelle che struggono l'umanità da sempre. Siamo soli nell'universo? Cosa si nasconde al centro della terra? Come è apparso il linguaggio? Rientrano le frites di Maison Antoine nelle rigide griglie del paradigma vegetariano?

Anche il fatto di discutere di pensioni a telefono con un amico è un segno chiaro dell'arrivo dell'ora X. Mi raccontava di questi fondi previdenziali privati legati alla borsa dove il capitale resta bloccato fino al compimento dei 65 anni di età. Se a quel punto ci si trova nel pieno di una crisi borsistica tanto peggio. La pensione viene calcolata in quel momento e buonanotte. Come l'angelo dei bambini che passa e dice Amen.
-Ma allora perché non tenerli sul conto corrente e gestirli per conto proprio?
Eh no. Uno, perché i governi favoriscono, con lauti sgravi fiscali,  questo ciarpame. Due, perché vuoi mettere quanto più oculata è la gestione di un investitore professionale.
Questi investistori professionali mi ricordano tanto quelli che vogliono vendere in TV i numeri vincenti della lotteria.
-Ma se uno è tanto bravo ad anticipare l'andamento dei mercati perché non investe i soldi propri invece di perdere tempo a farlo con quelli degli altri?
Un'altra domanda che vale la pena non farsi. A meno di non provar piacere a sentirsi dire di non meritarsi il capitalismo. Del resto, ognuno ha le sue perversioni.

Ecco, quando ci si fanno certe domande, quelle tipiche dei bambini (es. Ma se Dio ha creato l'universo, allora chi ha creato Dio?).  Forse è quello  il segnale inequivocabile che la crisi è sopravvenuta.

giovedì 29 settembre 2011

Fiscalità comparate

Galliani esterna profonda angoscia e turbamento interiore a causa dalla fiscalità spagnola

Nominare Pedro nell'altro post è stato un po' come risvegliare una qualche entità paranormale. O magari, peggio ancora, mi legge. Sta di fatto che l'altro giorno al corso è andato in scena una sorta di Pedro show.

-Forte sto niveau 11! Nei corsi iniziali c'era qualche tedesco, qualche ungherese ed un sacco di italiani. Guardate adesso, tutti spagnoli! Questo spirito competitivo mi inorgoglisce. Siamo campioni nel basket, nel calcio. Fosse lo stesso in economia sarebbe fantastico!
Decido di restare in tema di investimenti oculati per rilanciare l'economia.
(i) I 70 milioni del Real per Mister Pubalgia (Kakà).
(ii)Ibra comprato dal Barça a 75 milioni dall'Inter e  rivenduto a 25 al Milan.

Si parla della legge spagnola che riduce le tasse ai calciatori, trovata degna del miglior Keynes.
Si attendevano l'arrivo in  massa di talenti. Sono arrivati sciancati dal campionato italiano.

-Devono aver copiato l'idea da Berlusconi, mi risponde, con quella legge per favorire il Milan.
Si riferisce al decreto spalma debiti. In effetti, di quella legge della vergogna in realtà me ne ero scordato. Del resto come si fa a ricordarle tutte? Si fa prima a mandare a memoria la Treccani. E' più semplice passare Anatomia a medicina, o Diritto Commerciale a economia.

No, sfidare il nemico in campo aperto non serve. La lotta é troppo sbilanciata. Decido di adottare una tecnica da guerriglia. Stare nascosti dietro un cespuglio e attaccare all'improvviso. Qualche amenità su MouFrinho quando se ne presenta l'occasione, qualche battutaccia quando qualche spagnolo cerca di farsi spiegare per la diciottesima volta cosa realmente significa in francese il verbo SUBIR. E, fondamentale, fare finta di copiare appunti se viene pronunciata la parola Berlusconi.

Sono stato presentato di recente a qualcuno come un italiano atipico.
In questi casi c'è sempre da decidere se offendersi, per i truci cliché sugli italiani, o di rallegrarsi per essersene evitata l'attribuzione.
Questa volta il bicchiere mezzo pieno ho deciso di portarmelo a casa. Avevo anche sete.

domenica 25 settembre 2011

Bruxelles propreté

Io il debito pubblico lo ripianerei cosí

L'altro giorno a Place du Luxembourg campeggiava questo cartellone. Era posizionato sull'aiuola al centro della piazza che di mattina, specie il venerdì, è tapezzata dai rifiuti della sera precedente. L'aperitivo del giovedì sera nei bar circostanti è un cult bruxellese e questa piazza è il ritrovo abituale di molti dei dipendenti delle varie istituzioni europee.
-E' meglio non andarci, diceva qualcuno. E' solo una competizione a chi guadagna di più.
Provo a spiegare come funziona con un esempio. Arriva uno e dice, io sono assistente e guadagno 3000€ al mese. E butta sul prato un bicchiere di plastica.
-E io sono funzionario, e ne guadagno 5000! interviene un altro. Si è guadagnato a quel punto il diritto a gettare per lo meno una lattina. Infine arriva quello che fa l'amministratore e ne guadagna 7000. Ecco, quello ha facoltà rovesciare l'intero bidone dei rifiuti con tutti gli altri intorno che gli fanno 'Non ci posso credere!'

Quanto più aumenta la concentrazione intellettuale del luogo, tanto più grande è la quantità di monnezza che Bruxelles Propreté deve raccogliere il giorno dopo. La si può calcolare con un algoritmo.

Anche due giorni fa la piazza era un immondezzaio. Stavolta però gli eurocrati non c'entravano. Erano stati gli stessi netturbini bruxellesi a mettere a ferro e fuoco l'area. Protestavano contro il decreto che trasferisce i servizi di raccolta dalla regione ai comuni. Fino ad ora gli addetti della regione spazzavano la strada, e quelli dei comuni il marciapiede. In mezzo, a sandwich, una zona grigia di rifiuti non raccolti. Da qui la riforma.

Ma chi vi a detto che ci saranno riduzioni di personale o perdita di diritti? ha fatto sapere il presidente della regione. Ce lo potevate dire prima, hanno riposto i manifestanti e se ne sono andati.
Qua funziona così, quando c'è un contenzioso sindacale prima scassano tutto a titolo precauzionale, come per preparare il terreno. E poi iniziano a discutere.

Paradossalmente questa foto è stata scattata quando il livello di sporcizia dell'aiuola era equivalente a quello esecrato dal cartellone. Quasi. Ad occhio e croce la performance degli eurocrati rimane insuperata.

giovedì 22 settembre 2011

La rentrée

Benidorm - Costa blanca
Sono al supermercato. Mi é stato detto di comprare non so cosa dell'Omino bianco. Prendo un liquido per la lana.
-Doveva essere lo sbiancante!!
-Ma perché la lana non si deve sbiancare?
Rivado il giorno dopo e ritorno con l'ammorbidente. Ammorbidente e sbiancante, saranno sinonimi penso. Campa cavallo. Rivado ancora, questa volta a botta sicura. Fermo perfino una signora per farmelo confermare. Anche lei ne è certa, è il blanchissant quello che mi serve. Torno a casa con aria di trionfo.
-Se intendi acquistare tutta la produzione dell'omino bianco esistente in città prima che si possa mettere su la lavatrice fai pure. Dammi solo il tempo di passare in banca per il mutuo.

A proposito di acquisti mirati. E' sempre bello presentarsi il primo giorno del corso di francese ed essere il solo ad avere il nuovo testo. Niente di più facile che comprarlo su Amazon. Non come l'anno scorso dove ho dovuto girare tutte le librerie del centro per settimane. Questa volta no, pagamento, spedizione, consegna. Tre giorni e Alter Ego 5 é sul mio tavolo scintillante e pronto per l'uso.

Il corso è magnifico. L'insegnate è straordinaria. E' la terza di fila in grado di individuare Eboli sulla carta geografica, senza sbagliare la latitudine e forse neanche la longitudine. E siamo solo a 80 km da Napoli! (vedi copia copiassa)
-Eh, si, è pure nel titolo di un famoso romanzo (vedi Le Christ). E poi la costiera amalfitana, che posti, che clima, che cibo...
Che é una donna eccezionale lo conferma due minuti dopo.
-E tu Pedro? vieni da Benidorm? Ah guarda, non so perché sia cosi popolare in Belgio. Un non eccelso esempio di turismo industriale fatto di speculazione e cemento.
Godo come un muflone in calore. Pedro è quello che ha passato l'estate a sfiatare i marroni all'umanità per aver preso sette punti in più al livello precedente.

Ci dice tutto sul corso, date, regole, festività. 
-Scusi e il testo?
-Testo? Quale testo? A questo punto della grammatica dovreste sapere già tutto.
Tutti si guardano intorno.
-Considerate questo corso come una specie di ripasso generale per l'esamone finale.
E non si dica che il mio contributo all'economia io non stia provando a darlo.

domenica 18 settembre 2011

Do ut des

Minatori italiani in Belgio
A quanto pare la ricreazione sta per finire. L'accordo per il nuovo governo belga sembra essere alla viste. Elio di Rupo, facendo sapientemente prospettare, con la collaborazione del re, un imminenente collasso istituzionale, è riuscito alla fine a mettere d'accordo gli otto partiti al tavolo di negoziazione sullo scioglimento del distretto BHV (vedi La non nazione). Era il punto più controverso. Ora la strada sembra in discesa.

Non che stare senza governo fosse poi così male, anzi (Belgio, senza governo è meglio). Senza nessuno che vuole tagliare salari e pensioni, nessun salvataggio miliardario di compagnie aree decotte, per tutelare qualche clientela governativa. Niente tagli di imposte senza copertura, niente leggi bavaglio e decreti salva ladri, niente scudi per mafiosi ed evasori, niente miliardi buttati via per trafori inutili e ponti sulla carta.
Tant'è vero che nel frattempo il PIL belga è cresciuto del 2,4%, ben al di sopra della media europea.
Altro che! A farselo un annetto senza governo. Una pacchia come per un ginnasiale quando si ammala il professore di greco.

-Ma voi non capite! diceva Fabienne disperata al corso al cospetto di una classe che se ne fotteva bellamente. E' il paese che è a rischio. Anche i vostri salari, le vostre pensioni, la sicurezza sociale...
L'ho rivista l'altro giorno.
-Allora avremo un governo, le ho detto
-Non ci posso credere! Dobbiamo tutto ad un italiano, diceva con le lacrime agli occhi. Un italiano, settimo nato di poveri minatori, ha salvato il paese.

Ok. Toccante è toccante. Che stia finendo a tarallucci e birra fa piacere a tutti. Però anche noi saremmo un tantinello immersi in materiale organico di colore marrone che non è cioccolato. Ricambiare no? Adesso ce lo mandassero loro qualcuno capace di salvarci il posteriore.

giovedì 15 settembre 2011

Tempi andati

Gibilterra - gennaio 2008

Sono a pranzo con Babis.
-Quello fu il giorno più brutto della mia vita!
Si riferisce al primo giorno a Bruxelles, nel 2008. In pratica arrivammo insieme.
Mi riviene in mente quella prima uscita con i suoi colleghi del corso introduttivo, in una scura giornata invernale, con cielo basso e pioggerellina fitta, reduce da uno splendido gennaio andaluso. La tetraggine di un pub irlandese a Shuman faceva da cornice ai discorsi su case da cercare, appartamenti da vistare e burocrazia.
-Che tempi. Sospiro.
-Ma guarda che tra tre anni dirai lo stesso di oggi. Il sarcasmo su Babis ha lo stesso effetto dell'acqua sulle rocce. Vorrà dire che lo rincontrerò tra tre anni per celebrare i tempi gloriosi in cui ci strafocavamo a mensa a botta di frites e steak seignant.
Babis nel frattempo su Bruxelles ha cambiato idea. Adesso dice di trovarcisi bene. Con così tante persone da paesi diversi, e una folta comunità di expats non é difficile sentirsi integrati.

-Si ma il francese non ce l'ho fatta ad impararlo, confessa. Tanto non serve!
Decido di autoflaggellarmi sotto il tavolo a forchettate sui polpacci.
-Ma si, è vero, insiste. Se ad esempio domando ad un poliziotto delle informazioni in tedesco, quello capisce. E mi risponde pure. No, no, il francese non serve proprio.
Ormai è certo, vivo in un universo parallelo, generato ad un elaboratore, in cui invece serve (vedi triliguismo alla brussellese). Me l'avessero data prima la pillola rossa, mi sarei evitato, tra l'altro, tutta questa sfilza di corsi all'EPFC che già non se ne può più.

-C'è una cosa che mi sono sempre chiesto, conclude. Ma come faceva invece Ciro a parlarlo così bene e in così poco tempo?
-Parlava italiano e tu non lo sapevi, Babis.
Saluti e baci e arrivederci al 2014.

domenica 11 settembre 2011

Beata innocenza


Scendo per lo jogging e incontro nel portone la vicina francese del piano di sotto con la figlia di quattro mesi.
-Salut, comment ça va? Dico sorridendo alla bimba.
-Parlale pure in italiano, mi risponde la madre. Il padre infatti è calabrese. Riformulo la domanda nella lingua di Dante. A quel punto la bimba si illumina, letteralmente. Ride col viso e con gli occhi. Arriva in quel momento una delle veterane dello stabile. E' inviperita per le, non poche, nefandezze dei condomini.
Venite! dovete vedere con i vostri occhi! Ci conduce negli scantinati. Lo spettacolo non è bellissimo.  Bidoni della differenziata non svuotati, incombranti lasciati nei posti sbagliati. Ha ormai il colorito del grande puffo. Manca il portiere una settimana e guardate che indecenza!
A quel punto si verifica una sorta di meccanismo emozionale simile ai vasi comunicanti. Più la vegliarda si contorce per l'ira, più la poppante irradia felicità da tutti i pori. E questo per aver udito 'ciao come stai?' nella lingua del padre.

Li saluto e ripenso all'episodio durante la corsa. Belgio, Francia e Italia. Ben tre paesi tra cui optare. E quella che ti sceglie? l'Italia. Come si dirà ritenta sarai più fortunata in lingua neonatale?
E lasciamo stare i 30000€ di debito pubblico in testa ad ogni nuovo nato. Troppo difficile da capire. E poi se uno vuole appartenere al paese di Leonardo e Michelangelo non starà mica a contare i centesimi. Fuori i quattrini e poche storie.

Io però, al posto suo, il mio tempo per rifletterci me lo prenderei lo stesso. Magari tra vent'anni l'Italia sarà un paese modello (campa cavallo). Ma or ora, in questo preciso momento,...per riformulare l'idea in una forma facile a comprendere per una mocciosa, l'Italia è un po', come dire, nella puh, puh.
Lattante avvertita...

giovedì 8 settembre 2011

Carboneria ai tempi di internet

Concerto rock polacco all'euro parlamemento - vai al video
Bruxelles per certi versi è come una città italiana per gli italiani, spagnola per gli spagnoli. Belga per i belgi? Adesso non  esageriamo.
Quel che certo è che è polacca per i polacchi. Li inizio a temere questi polacchi. Fanno comunità in modo cosi compatto e coeso da fare invidia a una falange macedone.

Non so in quanti hanno mai sentito parlare della famigerata lista polacca. Io moltissimo. Si tratta di un gruppo yahoo ad accesso limitato. Devi essere polacco, e fin qui ci siamo (e comunque ti voglio a capirci qualcosa sulla mailing list polacca se non lo sei). Ma non basta. Devi anche lavorare per la UE. Insomma devi essere anche alto, in senso metaforico, e nobile. A quel punto hai tutti requisiti per accedere a questa specie di fantastico mondo di Amelie all'aroma di kiubasa.

La lista é una fonte inesauribile di notizie e di interscambi. Questo ristorante? Non ci andare! è stato criticato sulla lista polacca. E quel notaio? Te lo consiglio, ha ottime referenze sulla lista polacca. E cosi via..

-Ma scusa ma non può essere che uno ti suggerisce un ristorante perché magari è gestito dalla nonna? Dovete capirmi, venendo dal paese da cui provengo questo tipo di domande fuori luogo mi vengono spontanee.
-Nonono, se uno lo facesse si squalificherebbe  automaticamente. Perderebbe ogni credibilità.
Nessuno oserebbe fare una tale bassezza ai connazionali che tanto soffrono lontani dall'amata patria. Per farla breve, sta caspita di lista è considerata, per chi vi è iscritto, più attendibile del Vangelo secondo Luca.

Non so se a Bruxelles ne hanno piena coscienza, ma scontentare anche un solo membro significa bruciarsi la possibilità di fare affare con tutti gli altri, per sempre.
Quanto agli italiani, non mi risulta esista nulla di lontanamente simile, e correggetemi se sbaglio. E comunque l'equivalente italiano non potrebbe mai funzionare. Per i localismi da contrada che tutti conoscono, e soprattutto per la assoluta mancanza di fiducia reciproca. Del tutto giustificabile visto come è ridotto il paese.

domenica 4 settembre 2011

Trilinguismo alla brussellese

Idraulico polacco festeggia il superamento del DALF - esame francese livello C2
L'altro giorno all'ingresso della piscina c'era un po' di coda.  L'addetta è impegnata al telefono. Qualcuno dall'altro capo le sta chiedendo informazioni, su prezzi, orari, etc. La conversazione è in inglese. La ragazza soffre visibilmente. Getta un'occhiata alla coda, come a dire guardate che mi sta capitando, siate comprensivi. Riaggancia il telefono, sfinita ma felice. Davanti c'è un operaio lì per dei lavori.
-Eh, è la difficoltà dello mestiere, sospira compenetrato. Se non ci fosse il vetro le darebbe il cinque e una pacca sulla spalla.

Penso a quanto devono essere popolari quelli che giudicano l'apprendimento delle lingue locali superfluo. L'inglese basta e avanza, si sente dire. Si, in Nuova Zelanda.
Certo,  Bruxelles viene spesso spacciata come città trilingue. In realtà significa solo che, di tanto in tanto,  le istruzioni del metro vengono date in tre versioni differenti. L'inglese è una lingua straniera come dovunque, paesi anglofoni esclusi. Può bastare per sopravvivere, ma  non di più. In genere lo parla una fascia limitata della popolazione, per lo più giovane, con un livello elevato d'istruzione. E in ogni caso costa sforzo ed imporre un sacrificio a qualcuno non ti rende mai popolare.

Hai voglia quanto ti è utile l'inglese quando ti chiama a telefono quel burino dello spedizioniere della Dachsel (piccola divagazione, fai lo spedizioniere, la consegna me la fai pagare 60€ e mi devi pure chiamare per sapere come arrivare dove abito?). O quando la signora dai capelli bianchi, che dice di avere quattro volte vent'anni, ti vuole raccontare qualche storiella sul passato dell'edificio in cui vivi e di cui lei è la memoria storica. Per non parlare della miniera di informazioni utili che sono i media locali.
Per giunta in città esiste una specie di addizionale IVA, una sorta di tassa occulta, applicata a chi pretende di parlare solo inglese. Un falegname che si prende la briga di studiare l'inglese non lo fa di certo per il piacere di apprendere che tempo fa nel tuo paese. Sa che non sei in grado di chiamare un suo collega, magari più bravo ed più economico ma monolingue, e ne trae vantaggio.Vi ho raccontato, ad esempio, di quel tizio finito nelle grinfie di un contabile scadente solo perché parlava inglese?  Mi sa di si (vedi Tasse belghe).

Poi magari parli il francese di Zola e ti serve un idraulico bravo. Ecco, lì hai perso tempo. Sono tutti polacchi. La vita è dura, lo so.

giovedì 1 settembre 2011

Copia copiassa

Bienvenue chez les Ch'tis
Ho visto di recente Benvenuti al Sud. Tanto per cominciare è la copia conforme di, Bienvenue chez les ch'tis, film che ha spopolato in Francia qualche anno fa. Le battute, i dialoghi, le situazioni. Tutto replicato per filo e per segno.
A questo punto, per migliorare le cose, potrei cercarmi un blog francese di successo e copiarne pari pari i post. Non so, magari funziona.

La storia si svolge a Santa Maria di Castellabate nel Cilento. Chi non conosce le zone, guardando il film, si fa l'idea che sia una specie di quartiere periferico di Napoli. Santa Maria peró dista da Napoli 123 chilometri.  Applicando la stessa logica Parma sarebbe 'vicino' Milano e Bellagio ne é quasi un sobborgo.
Ovviamente non c'è niente di più diverso che Cilento e area urbana partenopea. Ma nel film se ne guardano bene dal farlo capire. Espandere più che si puó i cliché più truculenti su Napoli e i Napoletani facilita certamente il marketing della pellicola.

Ricordo di quando a Milano mi trovai a condividere casa con tre personaggi provenienti da Lecce. Anzi da paesucoli in provincia di Lecce, per l'esattezza.
-Voi a Napoli non vi lavate, ah, ah, ah, provava a sfottermi uno.
-Puó essere pure che non ci laviamo lo stesso, ma sarei della provincia di Salerno. Cercavo di fargli vanamente compredere.
-A voi Napoletani vi odiamo in Salento, continuava imperterrito. Non ci venire mai!
E alla fine veramente non ci sono mai andato. Ma solo per fare posto alle centinaia di Belgi che ho convinto a trascorrere le vacanze in Puglia (vedi Vieni a ballare in Pulia).
Ogni tanto ascoltavo uno di questi parlare a telefono con la nonna.
-Statti accurtu au napuletanu (cioé io)!
-Ma no è un bravo ragazzo.
-No, no statti acurtu, figgiu miu!!
All'epoca in provincia di Lecce ci doveva essere un qualche incentivo economico a trasferirsi al nord per le menti più illuminate.
Da quel momento sentirmi ripetere l'equazione campano=napoletano funziona per me come una sorta di ISC (indicatore sintetico di cretineria). Molto utile quando ci si trova in a dover stabilire in tempi brevi se si è in presenza di un fesso.

E comunque Bisio e compagnia vanno ringraziati di cuore. Hanno fornito un insegnamento di grande importanza, soprattutto per i ragazzi: copiare è molto meno facile di quanto si pensi.
Quanto a coloro che invece abitano in un raggio di 123 chilometri dalla cuglia del Duomo su cui poggia la Madunnina....beh, quelli li proclamo ufficialmente Milanesi.