![]() |
| ....per non dire nulla di quella dei cinesi. |
In un thread su facebook si discuteva di pro e contro del vivere a Bruxelles. Tra i tanti svantaggi di cui si fa menzione due prevalgono su tutti: (1) Il tempo, (2) Il fatto che i belgi sono tonti.
Visto che del tempo di norma si parla quando non si ha molto da dire, converrà concentrarsi sul secondo punto. Vediamo..
#1. Mea culpa. Temo di aver contribuito con un paio di post recenti (uno e due) ad alimentare la superstizione.
#2. Dire che i Belgi sono tonti è asserzione categorica, che non ammette eccezione, che non fa prigionieri. Basterebbe trovare un belga non tonto per far decadere l'assunto.
#3. Anche volendo accettare l'obiezione per la quale ogni regola presenta eccezioni, resterebbe comunque da spiegare come mai 'i fessi' disporrebbero di un PIL pro capite nettamente più alto di quello degli degli 'intelligenti'.
#4. Un eventuale interlocutore belga potrebbe domandarsi come facciano cittadini di un paese governato da mignottari, e del tutto casualmente andato a mignotte, sentirsi tanto più intelligenti degli altri. (NB: difendersi dicendo che i guai italici in realtà dipenderebbero da orridi complotti in questo caso è controproducente. Perché le probabilità che un complottato sia più fesso di un complottaro sono piuttosto alte).
#5. Piccolo dubbio en passant. Non è che in Italia si confonde l'intelligenza con la capacità di fregare il prossimo? Eccellente qualità quest'ultima che fa prosperare qualcuno e che fa sprofondare tutti.
Quello che non sanno gli stranieri è che per gli italiani il talento è cosa eterea. Che non va certo misurato con lo spread sul bund, con il numero di brevetti, con le opere d'ingegno, con la qualità delle produzioni, con le classifiche delle migliori università, etc.
No il talento è un venticello sottile, è uno stato d'animo che non si trova nelle statistiche.
Anzi, proprio la testardaggine nel volerlo misurare potrebbe essere la prova di quanto fessi siano a nord delle alpi.




