giovedì 1 novembre 2012

Un mondo senza umani


Qualche giorno fa è andato in onda su Arte un eccellente documentario (Un monde sans humains?) sulle prospettive del progresso scientifico.
La natura esponenziale della progressione tecnologica fa si che non sia troppo lontano il tempo in cui l'intelligenza artificiale supererà quella umana.
Sarà possibile ad esempio copiare il contenuto di un cervello su disco, o di mapparne il funzionamento e trasferirlo alla macchine (emozioni incluse), effettuare check-ups in tempo reale grazie a pulci elettroniche installate nel corpo e collegate a dispositivi portatili.

La preoccupazione principale del video è il movivimento transumanista, nato negli Stati Uniti. I suoi adepti  vedono nelle tecno-scienza un mezzo per creare un uomo più che perfetto, bardato di protesi, le cui malattie e altre imperfezioni fisiche saranno cancellate grazie alle innovazioni tecnologiche.


Ma implicazioni filosofiche ed etiche a parte c'è una situazione nuova che si profila.
Tra non molto non rimarrà nessuna attività umana che non possa eseguita meglio da robot o computers. E non si parla solo quelle più meccaniche e ripetitive, ma anche quelle più qualificate. Dalla guida di in veicolo, alla traduzione di un testo, alla scrittura di un programma, ad un'operazione chirurgica.
Con due conseguenze enormi, una negativa e una positiva:
  •  Gli esseri umani affrancati dall'obbligo di spendere il grosso della propria vita in un anfratto di fronte ad un monitor.
  •  La disoccupazione di massa diventerà cosa strutturale.
Ora tenuto conto del fatto che (1) il canale principale di distribuzione del potere d'acquisto è il salario d'impresa, e che (2) il processo è già ampiamente in corso, ci sarebbe da riscrivere completamente teorie economiche e programmi politici.
E magari smettere di affidarsi a chi pensa che la disoccupazione dipende dal fatto che i giovani sono choosy e che la crisi la si risolve allungando le giornate di lavoro e mandando la gente in pensione più tardi.  

3 commenti:

  1. Vinz, sono appassionato di SCI-FI ed intelligenza artificiale. Nel mio piccolo al lavoro, costruisco modelli matematici di "machine learning" e "data mining" che sono una branchia del settore.
    Hai toccato un tasto molto complesso ad hai fatto benissimo a sfiorarlo solamente riportando il tutto al mondo attuale.
    C'e' molta letteratura sci-fi in giro e, credimi, molti le teorie economiche le hanno gia' riscritte. Asimov si e' posto i problemi di base, ma altri sono poi andati molto oltre.
    Gran bel post.

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    1. Si, in effetti nella prima parte del post ho riportato cose ascoltate nel video. Non ho competenze tali da poter fare previsoni personali a riguardo. Peró già il fatto che tu ci lavori è la conferma che per lo meno ci si prova a rendere possibili alcuni scenari.
      Invece la natura esponenziale del progresso tecnologico credo sia visibile quasi a occhio nudo. Prova a confrontare le tecnologie di oggi con quelle, ad esempio, del 1992.
      E tutto questo, a mio avviso, è destinato ad incidere profondamente su società e economia.

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  2. Beh, se le macchine potessero fare tutto e non ci ammazzano tutti... anche se tutti sarebbero disoccupati, non ci sarebbe bisogno di lavorare. Ma l'uomo ha bisogno secondo me di creare, anche se molti si immaginano seduti su una panchina a bere drinks. Alla fine ci sarebbe una selezione naturale e pochi rimarrebbero con una vita con tutto a disposizione, Sembra un pochino Solaria di Asimov.

    Oppure, come in una battuta di "the big bang theory" si potrebbe trasferire la nostra coscienza in un robot e vivere per sempre :)

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