giovedì 14 marzo 2013

Dammi tre parole



Come forma di omaggio postumo alla famosa canzone la primavera quest'anno sembra non avere alcuna fretta, anzi. Grazie a quel ricettacolo di virus tardo-invernali di quindici mesi ho passato il grosso della settimana a casa con l'influenza. Il bamboccio fa di tutto per sforzarsi di comunicare.

Oltre al 'perché?' di quando gli dici di non fare qualcosa tre parole sembra in effetti averle imparate ; mamma, papà e cacca. L'inconveniente è che tende a confondere un concetto con l'altro.
Come l'altra sera quando dopo aver visto Peter, l'ungaro, ha esclamato 'Mamma'. Non è chiaro se si trattasse di una richiesta di soccorso o di uno scambio d'identità. Sto in tutti i modi cercando di fargli associare la terza delle tre parole al suo significato materiale. Non fosse che per avere una tecnica aggiuntiva di rilevamento oltre all'olfatto.
L'altro giorno ero in procinto di gustarmi una porzione di 'bombe au chocolat', gioioso residuo attivo di cena con amici.
Il moccioso si avvicina, produce un sorriso a 11 denti (tanti ne ha) e esclama 'Cacca!'.
Ci stiamo avvicininando per approssimazioni successive.

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