venerdì 18 giugno 2010

La battaglia d'Inghilterra


Oggi vorrei parlare di lingue e non per caso. A giugno, si sa, è tempo di esami.
Il destino mi ha portato a dover fronteggiare una delle mie vecchie bestie nere il Cambridge Certificate of proficiency in English. E' il più alto nella gerarchia dei test d'inglese per stranieri. Un' ora e mezza di reading, un'altra ora e mezza di use of english, 2 ore di writing, 40 minuti di listening, 30 minuti di orale. Non c' è casualità o fortuna che tenga. Il tuo inglese viene scandagliato implacabilmente nei dettagli.

Ci avevo già provato alcuni anni fa senza successo. Altri tempi, altra mentalità.
Sopravvalutai le mie conoscenze. Succede quasi sempre con gli studenti di lingue. Ero convintissimo che il mio inglese fosse più che sufficiente, che nessuna preparazione supplementare fosse necessaria, che ai damerini provenienti da Cambridge non spettasse che prenderne atto e consegnarmi il certificato. Si dice che ogni errore è una lezione che si aveva bisogno di apprendere.

E' poi molto facile sottostimare quanto sia arduo padroneggiare l'inglese a livello più elevato. E' infinitamente più complicato di quanto generalmente si creda.
Chiunque, ad esempio, direbbe che il tedesco è più difficile. Eppure ricordo una delle mie prime insegnanti sostenere l'esatto contrario. Era londinese di madre tedesca. Diceva che il tedesco ha moltissime regole, ma non ha molte eccezioni, che la pronuncia è schematica e leggendo non si salta nulla di quello che è scritto. L'inglese invece ha poche regole ed un'infinità d'eccezioni.

Si prendano i verbi del francese. Saperli coniugare richiede la conoscenza di un vasto ma non infinito numero di casistiche. A conti fatti basta saper coniugare il presente. I verbi irregolari invece sono pochi e per giunta sono i più comuni. Con i verbi inglesi è l'esatto contrario. Le regole di base sono poche ma i verbi irregolari sono migliaia e migliaia.

Poi ci sono le collocazioni ossia combinazioni di termini strettamente associati l'uno all'altro.
Non si tratta più di memorizzare singole parole. Sono intere sequenze di termini a dover essere ricordate. Poi ci sono i famigerati phrasal verbs, poi le espressioni idiomatiche. Cercare di barcamenarsi in questa massa infinita di nozioni è come voler svuotare il mare con un cucchiaino.
Eppure è indispensabile per passare il CPE. L'euroenglish non basta.

Nonostante mi stia cimentando con questa lingua da anni devo confessare che questo esame non è ancora completamente nelle mie corde. Il mio inglese sarà avanzato ma forse non ancora proficient. Questa volta peró niente presunzione. Il test l'ho preparato, eccome. Mi sono procurato tre testi nel tentativo di rafforzare tre aree chiave. English collocations in Use, English phrasal verbs in Use e English idioms in Use.

Rifare questo test è come tornare sul luogo del delitto. E' forse l'ennesimo tentativo di valicare l'invalicabile, di disconoscere i limiti. Ma ma il certificato questa volta mi serve per davvero. Per un corso universitario.

All'esame non c'erano più di venti candidati (pochini per una capitale), nessun italiano, nessun pig. L'orale si fa in coppia. A me è capitata una francese. Siamo più o meno allo stesso livello, mi ha detto uscendo. Ma speriamo di no, ho pensato.
Come è andata? Non saprei. Meglio dell'altra volta di sicuro. Bene reading e use of english, meglio anche listening e colloquio. Poi però è arrivato il writing. Due testi di 300-350 parole da scrivere in due ore. Molti sono convinti sia la prova più facile. In realtà è quasi sempre che di solito casca l'euroasino. Per cui sarà meglio aspettare il risultato. Il re-sit è il 5 dicembre.


2010-08-03 aggiunta successiva: come è andata a finire....

13 commenti:

  1. Ero convintissimo che il mio inglese fosse più che sufficiente, che nessuna preparazione supplementare fosse necessaria, che ai damerini provenienti da Cambridge non spettasse che prenderne atto e consegnarmi il certificato. Si dice che ogni errore è una lezione che si aveva bisogno di apprendere.

    è bella questa parte.

    è da questa umiltà che si costruiscono i grandi risultati?(!)

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  2. Ma a cosa servono questi certificati ? Mia curiosità personale, non mi é mai stato chiesto niente del genere nella mia carriera lavorativa (che é stata quasi tutta in inglese).

    gattosolitario
    http://gattosolitario.splinder.com

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  3. oltre alle eccezioni, c'e' anche il vocabolario. Circa 4 volte piu' grande di quello italiano e tedesco...

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  4. @top: per lo meno lo spero.

    @gattosolitario: in genere servono come condizione preliminare per l'iscrizione a corsi universitari in Gran Bretagna.
    E magari là dove lo skill linguistico è centrale e non soltanto collaterale rispetto ad altre competenze.
    Negli altri settori è come dici tu.

    @bacco: si, c'è sicuramente anche questo aspetto da considerare.

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  5. Infatti pensavo ai corsi universitari, per questo capisco l'importanza dei test assolutamente. Comunque lo skill linguistico é assolutamente centrale in tutti i settori in cui ho lavorato, per questo mi chiedevo :)

    gattosolitario
    http://gattosolitario.splinder.com

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  6. @vinz
    per migliorare davvero una lingua bisogna sempre vivere nel paese in cui quella lingua e' la lingua madre, molte espressioni, modi di dire, coniugazioni, etc, si assorbono con il tempo parlando, comunicando, vivendo, in modo passivo. Ovviamente non e' abbastanza, bisogna studiare, bisogna fare in modo che ciò che si assorbe trovi solidi basi in modo da unire il tutto (studiato ed assorbito) nella pratica quotidiana.
    E la pratica e' proprio uno dei problemi principali, perche' si rischia anche di perdere cio' che si e' appreso, basta pensare agli italiani all'estero che dopo molti anni iniziano a balbettare o confondersi con parole italiane: se accade con la nostra lingua madre, figuriamoci con quelle apprese poi!
    Anche questo mi manca di Dublino e mi son gia' reso conto di aver perso alcune cose studiate ed assorbite in Irlanda. Ma mi capita anche con l'Italiano, chissa' cosa ne sara' tra qualche anno :s

    sulle parole e sul vocabolario, sfiderei tutti noi ad aprire il dizionario italiano e dire il significato di parole come edace, lue e cosi' via. Ovviamente non possiamo saperle tutte ma non ne farei un dramma, magari ci pesa di piu' con le lingue straniere perche' lo vediamo un limite e perche' sicuramente l'insieme delle parole sconosciute e' piu' vasto. Questo per dire che c'e' sempre da imparare!

    in bocca al lupo per l'esame:)

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  7. Mi vorrei spiegare meglio sul vocabolario.

    Supponiamo si abbia un livello di inglese alto. E' il caso di Vinz.
    Vinz, prendi un romanzo italiano qualunque. Quante parole dovrai cercare sul dizionario? Forse una, due. parlo di romanzi, non saggistica o poesie.

    Fai lo stesso con l'inglese. Magari un romanzo inglese, tradotto in italiano. Prova a leggerlo prima in italiano e poi in inglese.
    Vedi che diversita immensa di vocabolario.
    Pur avendo un inglese avanzato, se non hai praticato molto la lettura e quindi il vocabolario, cercherai 4/5, forse 10 parole per pagina. Il che rendera' la lettura impossibile. Cosa che capita a tutti. Qui dopo 2/3 anni in Irlanda in pochissimi sono capaci di leggere romanzi in inglese. il vocabolario e le eccezioni della lingua sono troppe.

    Mi ripeto. Il vocabolario inglese e' 4 volte il nostro, numericamente. Che non e' uno scherzo.

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  8. Bacco,
    Ho letto e leggo moltissimo in inglese da molti anni e da tempo non utilizzo più il dizionario. I termini che non conosco in genere li deduco dal contesto.
    Sarà per questo che nel post ho tralasciato questo aspetto.

    Ma se non sei in grado di leggere senza dizionario non ti iscrivi al CPE. Condizione necessaria ma non sufficiente. La lettura infatti è uno skill passivo. Qui invece devi essere proficient anche negli skill attivi. Produzione scritta e orale.

    Ti faccio un esempio per renderti l'idea.
    se tu scrivi a little increase il tuo interlocutore anglofono ti comprende ma nello scritto/orale del CPE ti tolgono un punto. Perchè in un inglese naturale avresti dovuto dire a slight increase.
    Questi sono errori che posso aver fatto.

    Di collocations come questa ce sono migliaia e migliaia.

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  9. ho provato a mettere le due espressioni in google

    "a slight increase" -> 11.000.000 di risultati

    "a little increase" -> 389.000 risultati

    è il modo più efficace per testare le collocations

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  10. "take a seat" e studia.
    prima dell'esame
    "have a shower and a good breakfast."

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  11. In bocca al Lupo Vinz!
    Bellissimo post. Dovrebbero leggerlo i figli di Leonardo che con un inglese maccheronico si permettono di dire che gli irlandesi non sanno parlare.
    C'é sempre da migliorare. Il mio inglese é buono,ma non ottimo e nemmeno proficient. Io ho questa regola. Migliorare sempre, non fermarsi mai.
    Non ho problemi nel leggere, nel parlare, nel guardare i film in madrelingua eppure voglio studiare tanto ancora.

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