giovedì 16 febbraio 2012

Inquietudini

Lattanti

Sapevamo che un bebé dopo la vaccinazioni diventa irritabile, dorme poco e puó avere febbre. Che possa avere la faccia risentita e portare il muso, quella è invece una sorpresa. Lo sguardo, perso e depresso, parla chiaro.
Che eravate persone malfidate non è che non lo sapessi, sembra dire. Ma che poteste arrivare a questo no, non me lo sarei mai aspettato.

Non che non faccia di tutto per tirarlo su, anzi. Le ninna nanna, per esempio gliele invento sul momento, vado a braccio. L'altro giorno gli raccontavo quella dove Little Susie (NDR, psico-vicina del piano di sotto) se lo viene a prendere e se lo tiene, con amorevole pazienza, per moltissime frazioni di secondo prima di sbolognarlo ai vicini della porta accanto, dove se ne va a vivere con la piccola Bea. E e poi si deve fidanzare, e poi si deve sposare e poi deve avere figli, e poi deve contrarre molti mutui e debiti, e poi deve ripagarli per molti decenni con lavoretti mal pagati, senza ferie.

Si denotano elementi di angoscia nello sguardo del lattante, mi è stato detto.
Sarà la vaccinazione.

domenica 12 febbraio 2012

Gemelli d'Italia

Colori nazionali orgogliosamente esposti a Rue Livourne - (vedi google maps)

Raccontavo di come lungaggini burocratiche rendano difficile l'ottenimento del passaporto per Ludo tramite consolato. Si fissava anche nel giorno del suo fidanzamento un riferimento temporale di tutta sicurezza. Ma come spesso accade la realtà supera la fantasia e trasforma quella che poteva sembrare una sparata in una, più che ottimistica, previsione.
-Al comune dicono di non aver ricevuto nulla! Mi comunica telematicamete mia madre.
Che il bebé non possa ancora recarsi nella soddisfacente madrepatria è per lei fonte di notevoli turbamenti interiori.
-Devi fare qualcosa! Chiama al consolato!
-Chiama tu, parlano in italiano, le dico. Si ma non ho il numero. Lo trovi con google. Si ma mi costa molto di più. Ti carico del traffico su skype.
Ex-giovani amano far chiamare al consolato da mamma è papa, direbbe la Cancellieri se lo scoprisse. In realtà sbolognare ad altri tali ingrate corvée non ha prezzo.
Alla fine viene fuori che la documentazione era stata si mandata, ma sull'email di uno che è in pensione da cinque anni.
-Bene. Invieremo tutto nuovamente, ma non si dimentichi di informare il comune che si tratta dello stesso bambino. Non di due diversi.
Registrane 2 al prezzo di 1 come al supermercato. Non male come idea, un gemello anagrafico per Ludo ai saldi di febbraio.
Nemmeno la mia iscrizione all'AIRE di dicembre sembra avere prodotto effetti. Non so a quale podestà deceduto siano state inviate le carte. Sta di fatto che risulto ancora bellamente residente in Italia. Stavolta senza più sensi di colpa. 


giovedì 9 febbraio 2012

Les Barons, il re-make italiano

Consiglio dei Ministri in riunione
Riflettevo sulle recenti performances dei tecnici.  Liberisti col culo degli altri come dice Gilioli, fighi per nascita, front-runners al campionato mondiale dei raccomandati, antibamboccioni con i figli altrui. Il bello è che questi sono la crème de la crème del mondo accademico nazionale. La riserva della repubblica. Il meglio a cui rivolgersi nel momento del pericolo.

Mi ha colpito in particolare la frase della Cancellieri. I giovani vogliono lavorare vicino a mamma e papà. A parte la forma che trasuda diprezzo e dogmatismo ideologico da tardo american dream. Se uno è povero è perchè non si dato da fare abbastanza. Se uno non ha un impiego è perchè non lo ha cercato come si doveva.
Qui peró è proprio il merito della questione che denota uno scollamento clamoroso dalla realtà. E se anche fosse vero che le persone il lavoro lo cercano nelle zone di residenza? Dov'è l'errore? E quale sarebbe la soluzione? Fare emigrare tutti?
Ma l'emigrazione è una soluzione per l'individuo non per la collettività. 
Funziona come per i bancomat. Chi necessita, in un determinato momento di banconote, le trova perché solo una frazione piccola di correntisti preleva una frazione piccola dei fondi di cui dispone. Se tutti decidessero di ritirare tutto simultineamente, la banca farebbe bancarotta in pochi minuti.

Stesso discorso per l'emigrazione. Il diritto all'emigrazione esiste, se e soltanto se, sono in pochi ad avvalersene. Altrimenti il problema si riprodurrebbe nei luoghi di destinazione. Gli altri paesi chiuderebbere frontiere e introdurrebero visti.
Passi se l'esortazione a partire arriva da un familiare, da uno strizzacervelli, da un opinionista. Di certo non puó venire da un ministro. Perchè, spiace per la Cancellieri, ma compito del governo è creare l'occupazione là dove manca. Se poi non ne sono capaci, e non lo sono, allora possono sempre tornare a fare quello in cui sono maestri. Ad esempio, trovare ai propri pargoli posti fissi nel dipartimento di mamma e papà.

domenica 5 febbraio 2012

The new call center

Allevamento di tacchini

Le condizioni atmosferiche non sono invitanti. C'è neve per terra e fa un freddo cane. Nulla di meglio che dedicare la domenica ad uno degli assignments per la sessione di maggio di Goldsmith. Il case study riguarda  British Telecom. Allo scopo di aumentare l'efficienza due ipotesi vengono prese in considerazione.
  • Delocalizzare il Call center in India. 
  • Investire in un nuovo call center ad alta tecnologia nel Regno Unito.
I manager che sono ottime persone, dopo profondi turbamenti interiori, decidono alla fine per la seconda alternativa. E che ti succede? Cito letteralmente dalla traccia "Rather than greeting the announcement with cheers, the trade union representing the workforce immediately called for a ballot for strike action". Anzicché farei salti di gioia il sindacato proclama uno sciopero. Insomma, la gentaglia di sempre.
Va quindi scritto un testo che spieghi ai lavoratori i benefici dell'introduzione delle nuove tecnologie. Il prossimo assignment consisterà nel convincere un allevamento di tacchini a partecipare al cenone di capodanno. Essendo tacchini dovrebbe venire più facile. Sulla carta.

giovedì 2 febbraio 2012

The versatile blogger, va dove ti porta il link



Dopo interminabili e giustificatissimi tentennamenti (NDR, la foto del logo è quadrata) ho deciso di accettare l'invito di Boss e di dare anch'io il mio contributo a questa sorta di schema Ponzi della blogosfera, denominato the versatile blogger. La prima parte del gioco prevede che si debbano dire sette cose su se stessi. Procedo.
  1. Sono astemio ma vengo nominato da blogger birraioli. La coerenza è il nostro forte (astemi e birraioli intendo).
  2. Sono contento quando un luogo comune trova il suo riscontro. Mi da certezze e mi fornisce punti di riferimento di cui ho bisogno. E' bello ad esempio scoprire che i cinesi realmente sostituiscono le R con le L, o constatare che i bebè fanno per davvero Nghé. Ludo il suo lo intona alla milanese con la e chiusa.
  3. Mi piacciono frites, cozze e waffles al cioccolato fondente. In compenso i friarielli e le sfogliatelle mi danno noia, per usare una terminologia più consona al concorso. E se non fossi astemio preferirei la Grimbergen allo spumante.
  4. Sono molto interessato a comprendere meglio certi strani fenomeni paranormali. Sarebbe bello ad esempio scoprire come dannato accidente farà Ludo a individuare, con scientifica regolarità e con due pareti nel mezzo, il preciso istante in cui un genitore qualsiasi scelto a caso sta iniziando ad appropinquare del cibo alla mascella.
  5. Partecipare a catene di Sant' Antonio online mi da un benessere quasi paragonabile a quello che provocava ai bei tempi un autogol di Ferri.
  6. La scorta di boiate da scrivere sul blog mi si esaurisce sempre molto prima di quando sia lecito pensare.
  7. Faccio sempre di tutto per innalzare il mio livello di popolarità negli ambienti, anche virtuali, in cui mi trovo. Il seguito di questo post ne è un esempio plastico.

Poi arriva il bello, cioè la parte in cui tu devi nominare altri 15 bloggers. Leggevo molti lamentarsi di questo limite. Troppo pochi, dicevano, si deve per forza lasciarne fuori qualcuno. Ma beati voi. Io a 15 non ci arrivo nemmeno se ci sbatto dentro tutto il blog roll. Certo, avrei potuto cominciare a fermare la gente per strada ed offrirgli nominations. Ho preferito invece sfruttare un buco del regolamento che non ti impedisce di nominare:
  1. Chi ha nominato chi ti ha nominato.
  2. Chi ha nominato chi ha nominato chi ti ha nominato.
  3. Chi ha nominato chi ha nominato chi ha nominato chi ti ha nominato.
  4. ....continuare cosí fino alla casella numero 15.
Vi preannuncio che risalendo la corrente finirete per trovarvi in un mondo fatato dove si parla di cosmetici, scarpe e borsette. C'era una che, ad esempio, esponeva la complessità, troppo spesso sottovalutata, insita nello smaltarsi le unghie dei piedi. Ora, fare dell' ironia a buon mercato è facile. Il giorno poi che, per ragioni che non vorró sapere, vi troverete nell'impellente necessità di doverlo fare vi passerà la voglia di scherzare.

Allez. Credo possa bastare. Il gioco è bello quando dura poco è questo post ha di gran lunga trasbordato l'angusto perimetro delimitato dalla regola del post breve. Saluti e baci e ci si vede alla prossima nomination, che dubito, per effetto di questo scritto, possa mai più arrivare.  

domenica 29 gennaio 2012

Strike back, la miglior difesa è l'attacco


C'è un altro spread che tende ad allargasi. Quello di Ludo. Il tempo cioè che intercorre tra una poppata e l'altra. A differenza di quello ben più noto, qui non ci sono dubbi. Si tratta di una cospirazione. Genitoriale direi. Ecco come è andata. Era notte fonda e si doveva ancora addormentare. Gli avevo già cantato tutti gli inni nazionali di questo mondo, suonato tutte le filastrocche polacche immaginabili e finanche la canzone di Balotelli (che di norma è l'arma del KO). Essendo i suoi bioritmi calibrati sul fuso orario del Guatemala, vive nella convinzione che l'intervallo dalle 10 alle 2 sia da dedicare ad attività mondane.
-Dobbiamo ripagarlo con la stessa moneta. Non c'è altra soluzione.
L'indomani abbiamo cominciato a sabotare le sue dormite diurne con bassezze di vario tipo. Come ad esempio metterlo a pancia sotto a fare push-ups. Qualche leggera pressione psicologica è servita alla bisogna.
-Poltrone! Dormi tutto il giorno e poi la notte fai le ore piccole. E poi mangi sempre, di questo passo impari prima a rotolare che a camminare. Questa casa non è un albergo.
Tutte queste azioni di disturbo qualche minimo e parzialissimo risultato sembravano averlo dato.
-In realtà, ho preso della camomilla per due sere di fila.
Fosse veramente cosí, si potrebbe anche considerare un incremento delle dosi giornaliere. Una damigiana dovrebbe bastare.

Comunque ieri si è verificato un episodio che definire sorprendente è poco.
Mi chiama la madre.
-C'è Djokovic che gioca contro Andy Murray. Non ti interessa guardare la partita?
Già il fatto che conosca chi sia Andy Murray è un evento. Che poi mi abbia invitato a guardarne il match vuole dire una sola cosa. Che la profezia dei Maya non è cosí priva di fondamento come dicono.
-E' una replica. Hanno giocato ieri, rispondo.
In realtà mi voleva solo sbolognare il bebé. Cosa che poi ha regolarmente fatto durante Liverpool - Manchester.
-Si peró potresti portami una banana? Le chiedo. Verde mi raccomando, non una di quelle mature. Ah, andrebbe anche sbucciata. Sai lo farei da solo ma oggi per il ruttino ci sta mettendo di più. E non dimenticare di togliere il bitorzolino..
No, non sempre tutti mali vengono per nuocere.

giovedì 26 gennaio 2012

Ultimo giorno


L'aula del corso è quella che da sulla strada. Il suo finestrone illuminato è l'unica attrattiva di rue Strassart. I passanti annoiati dalla tetraggine da retrobotteaga della viuzza non  resistono quasi mai alla  tentazione di buttarci un occhiata. Ai ritardatari del corso viene offerta una preview della lezione iniziata in loro assenza.
L'altra volta sono arrivato alle sette passate. C'era solo Jose al cospetto dell'insegnate essendo giorno di esame orale. Ognuno fa la sua esposizione a porte chiuse ad un orario prestabilito. Jose sembrava  procedere, deferente e compito, come se davvero stesse al cospetto dell'imperatore del Giappone. Ha presentato Stupeur et tremblements di Amélie Nothomb.  Lettura facile facile, amata dagli adoescenti.
Io invece ho scelto un capolavoro della letteratura del novecento. L'étranger di Camus. Jose, nella pausa, mi ha chiesto del perché di questa scelta. Gli ho risponsto che era corto abbastanza per poter essere letto nel weekend e che comunque sapevo che l'insegnate l'adorava. Lui si è dichiarato colpito per la profondità delle mie ragioni.
L'insegnate mi ha chiesto come mai non l'avessi già  letto in italiano dato che si tratta dell'opera in francese, la più tradotta in altre lingue. Le ho risposto di no, che non l'avevo letto prima al contrario di Stupeur et Tremblements che invece conoscevo.
Per la verità avevo scelto in una sessione di acquisti casuali qualcosa di Marc Levy alla Fnac. In classe le ho chiesto se potevo presentarlo per l'esame. Lei mi ha risposto che certamente potevo dato che quello che contava è che fosse un testo concepito in francese. Mi ha detto che il genere è quello di un best seller all'americana ma che in questo caso non aveva importanza. Le ho risposto che sarei ripassato in libreria per cambiarlo.

Ho iniziato con la mia esposizione. Ho parlato dello stile da diario personale che sto cercando di imitare in questo post. Ho raccontato delle descrizioni minuziose, della sequenza pedante di presenti e di come la banalità del dettaglio si è tradotta nella complessità  dell'insieme. Le ho spiegato di come a mio avviso l'autore ha costruito il romanzo col proposito ultimo di mettere il suo straniero al cospetto di un prete pedante che cercava di convertirlo alla fede prima dell'esecuzione. "Non ero sicuro di quello che mi interessava realmente ma ero assolutampente sicuro di quello che non mi interessava. E, appunto, quello di cui mi parlava [Dio] non mi interessava".
Lei mi ha interrotto. Ha affermato che era già tardi  e che il modo in cui parlo in francese lo conosceva già. Mi ha detto che cerco di dire molte cose in poco tempo e che do più importanza a quello che voglio dire rispetto a come lo dico. Ci siamo dati appuntamento per l'ultimo giorno quando vengono comunicati i risultati  , si va al bar e si salutano gli altri.
Si è chiusa cosí l'era gloriosa dei corsi di francese.