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giovedì 4 dicembre 2014

Corrispondenze di amorosi sensi


Marine Le Pen : 'sono in estasi per Matteo', #degustibus, #arivestite, #latrinlovers

Questo non vuole essere un post contro il populismo degli antieuropei. Anzi, lo scopo è proprio quello di tesserne le lodi sperticate.
Certo, non hanno capito nulla della crisi. Sopravvalutano l'impatto della globalizzazione sulla disoccupazione, sovrastimano strumentalmente quello dell'immigrazione. Non hanno la più pallida idea dell'ampiezza della trasformazione tecnologiche in corso (vedi humans need not apply). Non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello che per dei sistemi saturi i tassi di crescita cinesi o indiani, necessari a riassorbire la disoccupazione, sono semplicemente un'impossibilità economica.

Ma sono solo quisquiglie. Perché hanno un'abilità inegugliabile e ineguagliata. Qualcosa che ha del prodigioso. Quella di saper trarre giovamento estremo dai disastri che essi stessi combinano.
Prendi la Lega. 20 anni trascorsi a leccare deretani in zona Arcore. Arriva Salvini, si toglie la camicia, cinguetta con la Le Pen. Dice una boiata sull'euro, una sui tostapane. Risultato, gradimento alle stelle e percentuale di voti in doppia cifra.
E quelli di ?
Passano le legislature a saccheggiare i soldi stanziati per una gestione civile dell'immigrazione. I problemi si incancreniscono. Le pereferie vanno in ebollizione. E loro? Sono i primi a mettersi in testa ai cortei. Fantastico.
Se non è genialità pura questa. Faccio una cazzata io e mi vengono a inseguire in capo al mondo per ricoprirmi di sputi. La fanno loro, e se va male, raddoppiano i voti.
Chapeau. C'è un momento importante nella vita di una persona. Quando si cresce e si diventa capaci di riconoscere i meriti di chi è più abile di te.

Adesso le cronache parlano di corrispondenza di amorosi sensi tra la Le Pen e Salvini al congresso del Front National di Lione.
Trovo la cosa alquanto interessante. 
E non perché Marine soddisfi ampiamente gli standard olfattivi di Salvini. Non è una sorpresa quella. Siamo in Francia e i profumi di qualità non mancano.
E nemmeno perché aspirando a trasformare la Lega da fronte regionale a fronte nazionale il buon Matteo dovrà convincere i napoletani che adesso profumano di giglio in fiore (vedi senti che puzza..). Ma è solo folclore.
Dalle mie parti lo scurdammuce-o-passat è un evergreen e ci riuscirà senza difficoltà.  

Il motivo per cui è interessante è perché la Lega è passata in un battibaleno da 'Roma ladrona' a 'Bruxelles ladrona'.
Questo ci permette di prefigurare la reazione alle conseguenze di una loro ipotetica futura vittoria.
'Bruxelles ladrona' tornerebbe in fretta 'Roma ladrona', e poi 'Venezia ladrona' e poi 'Verona ladrona' e poi 'Chievo ladrone' e poi 'Quinto piano ladrone'.

Comunque, ripeto, non ci si può che inchinare a di fronte a cotanta genialità. Giù il cappello. Senza se e senza ma.

giovedì 20 novembre 2014

A Lussemburgo a sua insaputa /2


Se vado da qualche parte in vacanza ritorno convinto che in fondo è un bel posto e che ci vorrei venire a vivere. Se invece ci vado per lavoro mi piace quasi come Tor Sapienza.

Strano posto il Gran Ducato.
I prezzi sono quelli di New York, dimensione e provincialismo quelli di Battipaglia.  PIL pro capite più elevato d'Europa, decoro borghese e tutti a casa alle 8. Bruxelles al confronto sembra Formentera.
Il tutto con la doverosa eccezione della strada dell'hotel con spacciatori al pascolo, andirivieni di balordi, bar dagli interni schermati da tende e quattro vegliardi che sbavano per la barista del bar dell'albergo.

***
-L'iva al 3%?!!
-Perché in Italia quant'è?
-21, 22, 23..boh. Comunque molto.
-Ecco perché gli italiani vengono qui a frotte!

Ma non è affatto vero che vengono per l'Iva, almeno quella al 3%. Più facile che ci vengono per quella dietro le tendine dei bar di cui sopra. A conti fatti se lo sconto fiscale te lo trovi più che compensato dall'incremento del prezzo non cambia granché, anzi. Qui ci si puó quasi notare lo zampino di Dooh Nibor[*], l'eroe del liberismo.
Vengono perché sono alla canna del gas, quel tanto che basta.

Una cosa mi sento di smentire, che a Lussemburgo non ci sia trasparenza. Ce n'é moltissima invece. Tantissimi uffici hanno la facciata quasi interamente in vetro. Dalla strada si possono osservare i tavoli, i computer, il via-vai degli impiegati. Qui i capi le segretarie le molestano in  diretta su RTL.
Quando si dice luoghi comuni.

 [*] Robin Hood alla rovescia. Scema e com'è mi tocca spiegarla








giovedì 13 novembre 2014

A Lussemburgo a sua insaputa

Fatturazione creativa su Carta di Credito: (a) Autonoleggio Brindisi , (b) Navetta Bruxelles-Charleroi
É un depistaggio, ma a fin di bene. É per impedire che da un estratto conto si riesca a tracciare i movimenti reali di qualcuno.
Fitti un'auto a Brindisi e la fattura  spunta a Wexford. Prendi una navetta per Charleroi ma a tua mamma puoi raccontare che eri in Lussemburgo. 
Non è elusione fiscale. É protezione della privacy.

L'altro giorno mi ferma per strada una ragazza. Mi offre in regalo una copia de Le Soir. Le dico 'grazie'. Mi risponde 'non c'è di che'.
"Come il Lussemburgo aggira il fisco Belga" strilla il quotidiano. Si riferiscono ai Luxembourg Leaks. Si è appena scoperto, con incredibile sussulto di lucidità e consapevolezza, che il Lussemburgo è un paradiso fiscale. Proprio il giorno in cui il suo pluridecennale primo ministro Junker varca la soglia della presidenza della Commissione Europea.
Quando si dice folgorazioni sulla via per Damasco.
Vedere la stampa della city strapparsi le vesti per la concorrenza fiscale sleale tra stati resta spettacolo molto bello. É come il mostro di Firenze che fa prediche sull'inviolabilità della persona.

Giusto per restare in tema di folgorazioni sulla via per Damasco (ma anche su quella per Wexford, ma anche su quella per il Gran Ducato), ho appena scoperto che ad agosto fa mediamente più caldo che a novembre. E non da oggi, da sempre.

Prossimo scoop di Le Soir:
come il cioccolato fondente a colazione fa ingrassare più di muesli e uva passa.

giovedì 13 marzo 2014

Immagina, puoi


Immagina che al posto di Rehn, il solito tecnocrate non eletto al servizio dei poteri forti, ci fosse stato un leader carsismatico in sinitonia con gli umori popolari.
Immagina quanto diverso sarebbe stato il suo incontro con il nuovo ministro dell'economia Padoan.

Padoan: Abbiamo deciso di di ridurre il cuneo fiscale di dieci miliardi

Rehn: Ma che notizia splendida! 
Significa che dovete certamente aver abolito un centinaio di province, una ventina di regioni, ridimensionato enti (es Comune di Roma) con più impiegati della Commissione Europea;
Avrete revocato migliaia di pensioni di invalidità fasulle, sgominato molti clan camorristici e innumerevoli ndrine ndranghetiste; bonificato le università da figli, parenti  e leccaculo del barone di turno e approvato misure drastiche contro corruzione, evasione fiscale, abusuvismo, devastazione del territorio;
Saranno stati soppressi enti inutili e migliaia di società in perdita imbottite di amici degli amici strapagati;
Avrete ridotto gli effettivi della guardia forestale in certe regioni e sarà stato altresí decurtato il numero degli ufficiali nel vostro esercito che al momento sono due per ogni soldato.
Senz'altro avete fatto tutto questo altrimenti non avreste mai potuto trovare il coraggio di presentarvi  qui con proposte del genere. Vero?

Padoan: No. Per niente. Siamo in carica da una settimana…

[Segue manifestazione di incontenibile entusiasmo per il fatto che il primo pensiero d'amore del nuovo governo, con debito al 133% sul PIL, sia stato quello di ridursi le entrate. Vai al video]

Rehn: Ma allora come intendete finanziare la misura?

Padoan: Avevamo pensato di utilizzare alla bisogna i fondi Strutturali Europei..

[Segue nuova manifestazione di estatico apprezzamento per il genio degli italiani, i soli a cui poteva mai venire in mente di finanziare un irrilevante sgravio fiscale con fondi che altrove si traducono in aereoporti, autostrade, scuole e musei. Vai al video]

Se Rehn non fosse stato il grigio burocrate qual'é avrebbe trovato senz'altro il modo di far giungere agli italiani la graditudine del resto dell'Europa per le intense emozioni che in questi anni gli hanno fatto provare.

domenica 9 febbraio 2014

Sinistra cool


Allora perché piace tanto Tsipras?
"É l'uomo del momento, è persino cool" (vedi articolo micromega)
[Mi prendo 15 minuti di pausa. Mi servono per trovar un angolo dove piangere un po']

Quando a sinistra emerge un leader vincente non bisogna fare gli schizzinosi. Specie se propone idee che non erano mai venute in mente a nessuno prima:
Per cominciare, (1) basta con il limite del 3% deficit/pil. Per i paesi messi al tappeto da overdosi di debito pubblico non ci sarebbe nessun problema grazie alla seconda proposta che prevede (2) la non restituzione del 60% del debito. Se poi per puro caso si dovesse fare la la fine dell'Argentina che non riesce  a trovare una sola persona sana di mente disposta a prestarle un cent, a quel punto si mette in atto (3) un piano Marshall europeo. Finlandesi, olandesi e tedeschi non aspettano altro.
Infine (4) basta con le politiche della Merkel che producono solo miseria. Parole sante. Ho fatto scalo in a Monaco e a Francoforte di recente e trovo veramente indecenti le messe in scena tedesche per occultare ai viaggiatori il terribile contesto di miseria che circonda queste realtà.

Grazie a queste geniali riforme economiche sarà finalmente possibile ripristinare cose sacrosante quali  assumere eserciti di amici (*) nelle poste e nei ministeri, ripristinare le pensioni a quarant'anni, aumenti salariali del 5% annui ai funzionari, il diritto a trasferire la pensione alle figlie nubili, divertirsi nei momenti di svago a spendere il 4% del PIL in spese militari per giocare a Risiko con la Turchia per Cipro.
Tutte cose che avvenivano prima che la prospera Grecia fosse abbattuta da complotti messi in piedi dai rancorosi tedeschi.

(* non è notoriamente data facoltà agli aridi nord-europei di comprendere l'importanza che nel mediterraneo si da al nobile sentimento dell'amicizia)

Bertinotti non manca di far giungere il suo sostegno. Dopo averci regalato 20 anni di Berlusconi e l'estinzione di ogni forma di vita di sinistra in Italia adesso è venuto il momento pensare in grande. Anche a livello continentale l'obiettivo è a portata di mano.

domenica 2 giugno 2013

Argomentazioni inoppugnabili


L'arguzia logica degli anti-Euro ti colpisce sempre come un pugno in faccia. Come ad esempio l'equazione per la quale se il paese A è nell'Euro e il paese A è in crisi allora la crisi del paese A è colpa dell'Euro. Finlandia e Paesi Bassi entrano in recessione? Quale prova migliore che l'Euro non funziona?

L'altra sera a Servizio Pubblico hanno intervistato Bagnai. Da quando lo hanno scoperto i sostenitori dell'uscita dall'euro lo portano in giro da trasmissione in convegno come la statua della Madonna Pellegrina. La tesi di fondo è che uscendo dalla moneta unica si potrebbe poi svalutare e svalutando si rilancerebbero esportazioni ed economia. Dalla Valle in studio dice di non essere d'accordo, l'unica conseguenza della svalutazione, per lui che esporta, sarebbe l'incremento del prezzo delle materie prime. La reazione dei sostenitori di Bagnai su twitter non si lascia attendere.
Dalla Valle farebbe meglio a tacere, dicevano. É vestito come un clown.
É sempre difficile resistere quando ti trovi di fronte interlocutori che fanno sfoggio di tale potenza argomentativa.
   
C'è poi il caso Giappone. Il paese del sol levante ha il 240% di debito pubblico sul PIL. Questo per alcuni è la prova che il debito pubblico non è un problema. Il nuovo premier ha deciso, per rilanciare la crescita, di dare un'accellerazione alla spesa pubblica, facendo iniettare liquidità dalla banca centrale. Risultato? Da qualche settimana la borsa Giapponese, per un qualche orrido complotto, è sull'ottovolate. In molti temono che la bolla del debito possa alla fine esplodere.
Non è che il Giappone ha fatto domanda per entrare nell'Euro senza dirlo a nessuno?

domenica 14 aprile 2013

Il 'Muoia Sansone' dell'Italia nell'Euro



I paladini della convenienza dell'uscita dall'Euro consigliano la lettura del pdf di un certo Jonathan Tepper,  A primer on the euro breakup (dove ho preso il link lo dico dopo[*]).
Non ho potuto evitare di soffermarmi sulla procedura di uscita dall'Euro in 13 tappe  illustrata a pagina 15.  

Dal punto (1) al punto (7) si descrive il blitz durante un week-end a mercati chiusi, con convocazione a sorpresa del parlamento (giusto per restare in tema di  scelte democratiche e condivise).
Al punto (8) si parla una forte svalutazione [This might lead towards a large devaluation]. Al (9) di inevitabile impennata di fallimenti. Al (10) di negoziazioni per ristrutturare il debito sovrano con IMF e Paris club.

Il punto (13) merita di essere tradotto testualmente;
L'inflazione sarà un'inevitabile conseguenza della svalutazione. Al fine di evitare tassi d'inflazioni più elevati e sostenuti [ergo, senza riforme ci sarebbe una forte inflazione], il paese dovrebbe far seguire alla svalutazione riforme strutturali a lungo termine;
E quali sono queste famigerate riforme?
Riforme del mercato del lavoro per renderlo più flessibile e slegare i salari dall'inflazione e legarli alla produttività.
Poi conclude, i passi precedenti non sono affatto esaustivi. Una sorta di minimo indispensabile.

In sintesi, uno se ne va al mare un fine settimana e quando ritorna scopre che gli hanno convertito il conto in una moneta svalutata, 'ristrutturato' l'investimento in titoli di stato,  bloccato i prelievi e 'flessibilizzato' il lavoro a 90° mentre tutt'intorno c'è una Santa Barbara di fallimenti. E questo 'è solo l'inizio...'.
E l'invasione delle cavallette? La pioggia di fuoco? Quelle no, ma solo perché a quel punto costituirebbero un incontestabile miglioramento.

L'Euro peró, dice Tepper, dovrebbe continuare  ad esistere nei seguenti paesi: Germania, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Finlandia, etc.
In breve, Sansone potrà pure morire ma i filistei continuerrebbero a vivere felici e contenti.

[*] Dal sito di Bagnai, ovviamente. Da notare l'invito, come sempre informatamente ironico, con cui ne suggerisce la lettura:
prima lo leggete e meglio è! Capirete così che chi vi dice che "non è possibile" e "sarebbe una catastrofe" vi sta semplicemente prendendo in giro (o è un imbecille).

giovedì 21 marzo 2013

Not in my name


Qualche considerazione di inizio legislatura

-Governo 5s. Chi gliela dovrebbe dare la fiducia? Il PD? Peccato che non possono. Io ad esempio li ho votati nonostante facessero schifo a tutto quello a cui possono fare schifo. Per effetto di un pregiudizio filo-EU e filo-Euro. Dunque hanno mandato per votare la fiducia a tutti, anche al mostro di Milwakee se gli pare. A tutti tranne che al M5S.

-Stipendio parlamentari. Mi viene un piccolo dubbio. Ad abbassarli troppo non si rischia di eleggere gente poco qualificata? Che magari non sa nemmeno chi è il vice-presidente della repubblica o, esempio assurdo, cos'è la BCE?
Ah no, mi dicono che è già successo. Ma allora si, che li azzerino domani mattina.

-Parlamentari 5S che si sono ridotti la paga al 75%. Chi? Quelli che non rilasciano dichiarazioni e fanno parlare dei portaparola al loro posto? Portaparola che hanno il solo compito di trasmettere alla mandria gli ordini di Grillo e Casaleggio? E che non essendo in grado di farlo da soli  hanno dovuto nominare dei portaparola dei portaparola? Portaparola dei portaparola che sono entrati in sciopero del silenzio in meno di 24 ore?
E questi prendono ancora il 75% di uno stipendio pieno?! Ma bisognerebbe dargliene il 100% o magari il 200%. Debitamente convertito nella moneta futura di quando saranno al potere [NDR, i biglietti del monopoli].

-Cipro. Succede che una classe dirigente ti trasforma il paese in un paradiso fiscale per mafiosi russi. Succede poi che le cose per le banche iniziano ad andare un tantinello storte. Succede che il governo  chiede aiuti internazionali per un ammontare pari al PIL locale. E quei nazisti di europei cosa ti fanno? Oltre a osare non darglieli senza fiatare si permetteno addirittura di chiedere al governo cipriota di mettercene almeno una parte. Il quale governo cipriota per non scontentare i suoi amichetti benefattori russi decide di prenderli sui depositi dei piccoli correntisti e non esclusivamente dai grossi patrimoni come suggerito caldamente dall'Eurogruppo.
Adesso basta con questa tirannia eurocentrica! Massoni, giudaici, comunisti, ebrei, nazisti e froci! Quando ce vo ce vo.

-Domanda di riserva. A proposito di Eurogruppo, mi è venuta in mente la deputata grullina della domanda sulla BCE (ne ha parlato pure vivacité, per inciso). Non è che le si può fare la domanda di riserva? Magari la differenza tra EU e Eurogruppo la conosce.

giovedì 7 marzo 2013

Il budget dell'europa


Da un po' di tempo a questa parte l'Unione Europea è divenuta il bersaglio principale di populismi di vario genere. Crisi globale, recessione, austerità, fallimento di stati, regimi 
fascistoidi, disoccupazione, disuguaglianze, povertà sarebbero riconducibili a colpe dell'UE e dei suoi spaventosi eurocrati. La pioggia di fuoco e l'invasione delle cavallette[*], quelle no. Ma solo perché non ci sono ancora state. Se no lo sarebbero.

Invece le statistiche sulla spesa dell'Unione europea sembrano raccontare un'altra storia:
-La spesa annua dell'Unione europea è 130 miliardi di euro. Quella degli stati membri 6211.
-I costi dell'amministrazione sono il 6%. Il resto è fatto da investimenti a favore di stati membri o stati terzi (
where the money goes).
-La  maggior di questo 6% se ne va in costi di funzionamento. Edifici, logistica, attrezzatura etc .
-I salari dei funzionari sono lo 0.6% del budget totale. Lo 0,6% dello 0,2% della spesa pubblica europea. 
-I funzionari europei sono 55.000, quelli del comune di Parigi 50.000. A  Birmingham  sono 60.000.
-Segue un confronto tra il trattamento economico dei funzionari britannici e quello degli 'europei'. A occhio non c'è partita.

 [*] Casuale riferimento a forme di ironia questa si ben informata.

domenica 3 febbraio 2013

Passerotto non andare via

Cameron annuncia un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea

Sono note le campagne di Cameron e dei media inglesi in generale contro i funzionari europei. Il primo ministro ha annunciato che gli eurocrati dovranno accettare riduzioni di salari e privilegi.
Qualcuno fa notare che, pur non essendoci solo l'EU come istituzione internazionale con funzionari ben pagati, non si è mai sentito Cameron, o qualunque antieuro fanatic, parlare di NATO-crats, ONU-crats [*], OECD-crats.
In compenso il primo ministro non si scorda mai di una certa organizzazione, il Commonwealth, souvenir dell'umanitario impero britannico che per secoli si è distinto nella promozione dei diritti della persona, anzi. Una recente riforma ne ha infatti elevato la retribuzione dello staff del 3,8%.
La crisi e l'austerità non posso sempre essere usati come pretesto per non essere generosi.

Allora mi sono messo a cercare su internet i video dei discosi di Farage in cui
-Spara a alzo zero, con l'abilità retorica di cui è capace, sugli inauditi privilegi di chi lavora in questa anacronistica istutuzione, residuo di un passato fatto di sfruttamento ed atrocità.
-E di quell'altro rigurgitante d'indignazione per il fatto che  paesi come Canada e Australia abbiano ancora come capo di stato la vecchia scroccona di Backingham Palace. E per l'assurda circostanza che suddetta gentile signora, come chi l'ha preceduta e chi le succederà, non sia mai stata eletta da nessuno ed abbia ereditato la sua carica per diritto divino.
-E di quello in cui riusciva a malapena a contenere lo sdegno per la mancata soppressione di un  costosissimo pezzo di medio evo quale la Camera dei Lords, dove una fetta dei seggi si tramanda tutt'ora per diritto ereditario.

Il filtro apposto dalla spaventosa spectra eurocratica germano-diretta su tutti i discorsi democratici mi impedisce di trovarli. Ma sono certo della loro esistenza. Altrimenti dove troverebbe  il buon Nigel il coraggio di andare in giro a dare lezione di democrazia all'umanità, senza essersi prima occupato di queste minuscole magagne domestiche?


[*] A tal proposito, Ingroia ha recentemente affermato che la retribuzione che percepiva all'ONU era ben più lauta di quella di parlamentare!
Ma quanto gli davano!?
É solo una curiosità, perché uno come Ingroia di fronte alla missione alta e nobile di far rivincere Berlusconi non si mette certo a contare i centesimi.

domenica 13 gennaio 2013

Ingerenze europee


Si parlava durante un pranzo d'ufficio delle recenti sparate berlusconiane. Dalla giudice femminista e rossa dei tre milioni a Veronica, alla promessa di introdurre il matrimonio gay come ripicca per l'appoggio del Vaticano a Monti.
-Dai, non è vero!
Nei loro sguardi c'era un'esortazione a smettere di prendere il prossimo per i fondelli. Ho dovuto far confermare tutto da fonte autorevole.
-Ma come? Tutto sembrava andare meglio. Pareva vi foste liberari di questo imbecille, e invece  state punto a capo.
Gli è stato spiegato con dovuta arguzia che l'imbecille non sarebbe lui ma quelli che lo votano e lo rivotano.
-Vedrete. Vincere non vincerà, ma otterrà abbastanza voti per tenere in ostaggio il prossimo parlamento.
Qualcuno sbianca, è spagnolo.
-Ma sarebbe un disastro, e non solo per l'Italia, ma per anche per gli altri paesi europei!

Gli prometto che faro' quando di piccolo c'è in mio potere per impedirlo, turandomi il turabile e bevendo l'amaro calice del meno peggio.
Sperando che il meno peggio in questione eviti di concedergli faccia a faccia TV da qui al voto.

domenica 10 giugno 2012

Consumatori-bambini


Cento sono i miliardi di euro necessari per tenere in piedi il sistema bancario spagnolo.
La crisi ingrossa la schiera di quelli non più in grado di rimborsare i mutui contratti negli anni del boom immobiliare.
Le banche hanno prestato a chi non dovevano prestare, facendo profitti immensi, negli anni buoni e  presentando il conto alla collettività in quelli cattivi.
La cosa solleva ondate di viva e giustificata indignazione. 
Purtroppo però, a causa complotti elettorali di difficile comprensione, succede che quando si vota vince sistematicamente chi si sceglie come ministro dell'economia l'ex capo di Lehman Brothers.
 
A quel punto osservatori in malafede cominciano a sollevare dubbi fuorvianti. Non è che il problema più che le banche siano i clienti delle banche?
Ma i comportamenti criminali della finanza sono sotto gli occhi di tutti e non possono essere certamente occultati. Quante volte, durante i picchi della bolla immmobilare, banchieri armati si presentano di notte a casa di precari per costringerli ad acquistare appartamenti sopravvalutati?
Veramente ci puo' aspettare che tutti sappiano che ripagare un mutuo di 200.000 € richiede tre reincarnazioni, specie quando se ne guadagnano 800€ mensili?
Ti propongono un credito al consumo e poi si scordano di ricordarti che va pure restituito, per giunta con gli interessi. Solo un fine linguista, ad esempio, è in grado di capire che un tasso si chiama variabile perché varia.

E tutto questo scempio avviene con la complicità dei governati, che ancora oggi si ostinano a rifiutarsi di passare ogni sera a casa di ogni cittadino per rimboccargli le coperte e dargli il bacio della buona notte.

giovedì 24 maggio 2012

Menti illuminate


In occasione dei vertici europei tutta l'area intorno a Shuman diviene zona protetta. Al parco del cinquantenaire ci si può accedere solo per vie secondarie. Si vedono auto scure dai vetri schermati spuntare dal tunnel dell'E40 provenienti dall'aereoporto. Percorrono rue Cortembergh a tutta velocità e si perdono nella zona recintata.

-Se attraversiamo quando arriva la Merkel secondo te si ferma per lasciarci passare?
-Non credo. Hanno molta fretta di andare a far finta di sapere che pesci pigliare.
Devo ammettere che fa un certo effetto sapere che a poche centinai di metri da te sono lì riuniti i leader di tutta Europa.
Stamane la curiosità mi ha spinto ad andare a verificare cosa avesse prodotto questo notevole concentrato di scienza. E le aspettative non sono certamente andate deluse. In un comunicato congiunto infatti i capi di stato e di governo della UE si sono augurati che la Grecia rimanga nell'euro.
Tutto questo mi ha molto colpito e ha sollevato in me notevoli interrogativi.
Anche io infatti mi auguro, tutti i giorni, che ci sia più felicità nel mondo e che tutti possano vivere in buona salute. La domanda che mi pongo è la seguente. Se lo dicessi più in giro farebbero partecipare anche me ai vertici?
O magari mi lascerebbero, quanto meno, prendere la scorciatoia per andare al parco.


giovedì 1 marzo 2012

Trucchi sempre verdi


Un sindacalista belga ieri se la prendeva alla radio con la commissione europea colpevole di imporre ai governi, quello belga incluso, politiche di forte stampo liberista senza per altro avere alcuna legittimità democratica.
Mi viene in mente, a tal proposito, il vecchio trucco di mio padre quando a ristorante per farci stare tranquilli chiamava in disparte il cameriere e gli chiedeva di sgridarci per suo conto. Cosa che quello puntualmente faceva. Venendo il rimprovero da un estraneo entravamo in soggezione e ci calmavamo, almeno per un po'.

A quanto pare, i governi utilizzano la medesima tecnica. Vengono a Bruxelles e si fanno raccomandare dalla commissione e dalla BCE esattamente quello che già avevano intenzione di fare. Tornano in patria e sfruttano la cosa mediaticamente, avete visto? Non è colpa nostra, è l'Europa che ce lo impone.
Il classico specchietto per le allodole le quali, proprio in per effetto della loro condizione di allodole, non sono in grado di ricordare da chi sono nominati commissari e membri della BCE; dagli stessi governi. E guarda un po', incredibile a dirsi, finiscono sempre per fare quello che gli viene detto di fare. Come il cameriere del ristorante. Con la differenza che almeno lí, questo giochino delle tre carte smette di funzionare quando i pargoli raggiungono l'età delle scuole medie.
Riesce invece alla perfezione con elettorati ed opinioni pubbliche, il che alimenta per altro la peggiore demagogia ed i peggiori populismi anti-europei.

Resta da chiarire perché i governi hanno bisogno che i 'camerieri' della porta accanto (la mia, intendo) gli sgridino i 'figli'. Faccio lo sforzo.
Inizio intensa riflessione di sei ore. mumble, mumble, mumble. Fine intensa riflessione di sei ore.
Ma non sarà forse perché da decenni gli elettorati europei (e non) premiano partiti neo-liberisti, o magari qualche sedicente sinistra tardo blairiana nei giorni di bel tempo? O magari per il fatto che il "meno tasse, più tagli" è l'unico mantra che da quarant'anni permette di poter sperare di vincere un'elezione in qualunque paese occidentale?
Mi riviene in mente il sindacalista. Prendersela col proprio vicino di postazione è antipatico. Non saprà fare un uso efficace dei sui diritti politici ma che importa, l'imitazione che fa del capo è troppo esilarante. No, decisamente più comodo dare la colpa alla commissione o alla BCE. Male che vada non ti fai nemici.

giovedì 1 dicembre 2011

So' fratelli a noi, ci vengono a liberà

Mimmo Cavallo - Uh mammà

Berlusconi ha finalmente rassicurato gli orfanelli disperati e tutti quelli che dalla sua caduta sbraitano come sabine rapite. Darà giusto il tempo a Monti di dare una rapida pulitina alla stalla e poi ritorna, elegge il suo maggiordomo e si fa nominare presidente della repubblica.
Puó diventare interessante a questo riguardo il modo in cui, dicono, é stato eseguito il complotto che lo ha rovesciato.
Decidono che Berlusconi non va bene e iniziano a ridergli in faccia. Poi, siccome gli italiani non sono svegli abbastanza da mandarlo a casa da soli, gli svalutano le aziende di famiglia e quello finalmente molla il colpo.
Contengo a fatica l'eccitazione. Si tratta del complotto più bello di questo mondo! Come si farà a partecipare? C'é un'email, un numero verde? No, in realtà non c'é. Ma esiste comunque il modo di contribuire alla causa. Basta smettere di acquistare i prodotti dei Big spenders, i principali inserzionisti Mediaset. Si immagini la soddisfazione poi, se dovesse funzionare, nel raccontare ai nipoti di aver preso parte alla cospirazione che fece fallire Mediaset.

Poi ce n'è un altro di complotto, ancora più bello se si puó. L´ha elaborato Dirk Meyer, professore all´università delle forze armate tedesche. E' il piano per l'uscita della Germania dall'eurozona. Si parte con la chiusura improvvisa delle banche un lunedì qualsiasi e il contestuale blocco di frontiere e transazioni finanziarie. Le banconote presenti in Germania verrebbero timbrate con inchiostro magnetico anticontraffazione. Tutto questo porterebbe nel giro di un anno alla creazione di un Euro nuovo, altissimo, purissimo, levissimo aperto solo a Germania, Olanda e Finlandia.
Se si pensa che tutto ciò possa essere ispirato da gretti egoismi nazionali ci si sbaglia. Il movente é esclusivamente umanitario. Non si é detto infatti che l'euro é lo strumento della dominazione tedesca? Non si é detto inoltre che stampare moneta é il mezzo per ottenere la felicità universale, ma che non lo si può fare per l'azione della Spectra international che ha imposto l'euro?
Magari gli strateghi della Bundeswehr, divorati dal rimorso, si sono pentiti delle loro malefatte. Come nei film sono diventati di colpo buoni e hanno deciso di lasciarci finalmente liberi di stampare tutta la carta igienica colorata che ci pare.
Era quasi tutto pronto. Peccato che poi si sono scordati di non farlo pubblicare sul giornale.

domenica 30 ottobre 2011

Esportazioni


Si parlava al corso della recente Sarkozeide. Il nostro eroe dopo aver salvato l'umanità dall'ecatombe finanziaria mercoledì al vertice europeo é rientrato in patria e, a qualche mese dalle presidenziali, si é praticamente coricato sulle televisioni. Si é fatto intervistare all'Eliseo per un'ora e mezza a reti unificate su TF1 (privata) e France 2 (pubblica) da due scondinzolini amici suoi scelti da lui.
Visto che sotto sotto adora Silvio? Non si puó immaginare miglior discepolo di cotanto maestro. Quanti piagnisdei per nulla per i risolini del vertice.
-Una vergogna, uno scandalo. E' la prima volta che si verifica una cosa del genere. Diceva l'insegnante.

Bisogna capirli. Fanno così perché sono ancora nel primo stadio del procedimento illustrato da Luttazzi (vedi raiperunanotte minuto 3.00). Ma poi gli passerà, ci faranno l'abitudine e la smetteranno di rompere le scatole con queste menate sul pluralismo, tipiche di una certa vetero-sinistra che si attarda su antimoderne battaglie di retroguardia che annoiano la gente.

Si é poi parlato delle imminenti elezioni spagnole dove la destra é data per vincente. Tutti hanno concordato sul fatto che un altro governo di destra era veramente quello di cui si sentiva urgente bisogno in Europa, viste tutte le soddisfazioni che ci stiamo togliendo con quelli già esistenti.
Comunque il nuovo governo ha già annunciato, dicevano, l'epurazione di giornalisti sgraditi dalla TV pubblica. La sua occupazione é data per certa. Mi confermano che anche in Spagna lo piduista di casa nostra controlla una rete televisiva.
 -Non vorrei dire, ma a occhio e croce ho l'impressione che tra tre settimane vi troverete conciati quasi come gli Italiani.
Non mi manca mai una parola di conforto. Specie per Pedro che aveva appena finito di affermare parlando di De Wever (leader dei nazionalisti fiamminghi) che io, visto Berlusconi, di demagoghi dovrei capirne.

Insomma altro che declino. Il fascismo lo abbiamo esportato, la mafia pure e con la videocrazia siamo ormai in dirittura d'arrivo. E poi dicono che il made in Italy é in crisi. Disfattisti!

giovedì 27 ottobre 2011

Right or wrong it's my ass

Ombre cinesi

Esercizio di traduzione dal francese all'EPFC:
Nous faisons confiance au sens de la responsabilité de l'ensemble des autorités italiennes, politiques, financières et économiques. (vedi video)

soluzione:
Fidarci di quel pagliaccio? Ma stiamo scherzando? Magari di Napolitano, di Draghi, al limite di Tremonti, tié. Di tutti, eccetto quella latrina portatile di Berlusconi.

L'insulto all'Italia, con tutta la tutta la buona volontà, non riesco a vedercelo. Ma sono tra i pochi. 
Oddio! E' inaccettabile! E' offensivo! Hanno iniziato a sbraitare le verginelle. E non solo i servi del regime. Anche la Marcegaglia, la stampa confindustriale e terzista e, dulcis in fundo, Bersani. Quest'ultimo va capito peró. Gli hanno toccato quel gingillo di Silvio. E metti e dovesse veramente lasciare? Chi poi voterebbe più per un simile incapace? Nemmeno i familiari di primo grado. Per il PD Silvio é meglio di una polizza sulla vita.

Ma non capite, quando deridono lui in realtà deridono l'Italia e gli italiani. Si sente pigolare in giro per internet. Ma magari fosse vero! Perché mica è Berlusconi quello che merita di essere sbeffeggiato. Berlusconi é uno che fa i suoi porci comodi indisturbato da vent'anni. Lo scherno se lo meritano quelli che glielo permettono, non di certo lui.
Come se uno invitasse a casa un vicino e gli lasciasse svuotare il frigo, portare via l'argenteria e magari gli offrisse i servigi della moglie mentre canta a squarcia gola "Meno male che il mio vicino c'é". Non è certo il vicino quello da prendere per i fondelli.
 
Ieri passavo per Shuman. Gli accessi al rond-point erano bloccati. Il quartiere era militarizzato per il vertice straordinario. Mi avrebbe fatto piacere incontrare la Merkel per caso ma non é successo.
Finalmente, ci siete arrivati anche voi, le avrei detto. Certo avete avuto bisogno che Euro e l'EU fossero sull'orlo del baratro. Serviva proprio che ti chiamasse culona inchiavabile perché ti si aprissero gli occhi su un punto cruciale, che l'Italia é straordinaria nel produrre merda ma quando si tratta di esportarla é insuperabile. E' una vita che lo vado ripetendo (qui e qui).
Allez. Meglio tardi che mai.

domenica 28 agosto 2011

"Scurdammuce o passat" economics

Bruxelles - Bourse
Thanks god we are not in the Euro, diceva qualche giorno fa un membro del governo inglese.
Tanto per cominciare, se le decisioni le prende Dio che ce l'hanno a fare il governo? Lo licenzino e risparmino. Diventerebbero il primo fulgido esempio di teocrazia diretta, dove a differenza delle teocrazie rappresantive, quali Iran e Vaticano, l'onnipotente agisce in prima persona senza l'interposizione del clero.
Il bello è che in tal caso il padreterno avrebbe anche dato prova d'incompetenza finanziaria francamente inattesa. La Gran Bretagna, per star fuori dall'Euro, ha dovuto subire una svalutazione della sterlina del 30% e tagli per 80 miliardi. Costoso quanto si vuole, ma che avere la faccia della signora Windsor stampata sulle banconote non abbia prezzo è cosa risaputa. (vedi Il paese più indebitato)

Girano da un po' in rete un paio di superstizioni in rete per le quali il debito pubblico non sarebbe un vero problema. Se un paese è indebitato verso soggetti nazionali il debito non andrebbe considerato. Un debito con se stesso non esiste, dicono. Come dire che se presto del danaro al governo allora il debito scompare dato che siamo tutti italiani. La nuova finanza del chi ha rat ha rat, chi ha avut ha avut.
In più se un paese è proprietario della propria moneta, è la tesi, allora ne stampa quanta ne vuole e il gioco è fatto. Peccato peró che se quel paese dipende da importazioni in valute che non controlla questo produce una forte svalutazione. Una svalutazione non è altro che una perdita indiscriminata di valore dei salari, delle pensioni e dei risparmi che in quella valuta sono espressi. Molto peggio di una tassa patrimoniale, che almeno si puó rendere selettiva. Il bello è che se un governo mette patrimoniali o taglia salari e pensioni si scava politicamente la fossa. Se invece provoca una svalutazione la cosa viene applaudita come scaltra manifestazione di sovranità monetaria. Lo si puó chiedere ai pensionati inglesi in Spagna o agli italiani in Gran Bretagna quanto sia stata piacevole una svalutazione del 30% sull'euro.

La perdita di potere d'acquisto causato dalle svalutazioni della lira dei primi anni 90 non è mai più stata recuperata dai percettori di reddito fisso italiani. Per quanto mi riguarda il fatto che in Italia circoli una valuta non controllata dal governo, specie quello in carica, mi puó fare solo piacere.

domenica 7 agosto 2011

Pizza-bonds


L'Arcadi è un bar molto popolare a Bruxelles. Si trova appena fuori la galleria della Reine, in pieno centro. Ci fanno un ottimo Quiche. L'altra sera pioveva e siamo entrati all'interno. I tavolini sono raggruppati e di fatto la distanza con gli altri non esiste.
Una amica spagnola tira fuori l'argomento dei recenti crolli finanziari. Del resto sono proprio Spagna e Italia al centro della bufera. Mi chiede cosa ne penso.
C'è una differenza tra noi e voi, commento. Da voi la crisi ha un origine esclusivamente finanziaria, le banche hanno prestato indiscriminatamente, alimentando illusione che chiunque potesse comprare qualunque cosa. La politica c'entra di meno e magari la vera colpa che ha è di non aver cercato di fermare la giostra in tempo.
E in Italia? In Italia invece no, la crisi è quasi del tutto di derivazione politica. Le famiglie non sono indebitate come da voi. Però abbiamo un premier che di recente ha pubblicamente giustificato gli evasori fiscali, che ancora un mese fa parlava di ridurre le tasse per recuperare voti. Sono anni che vengono approvate riforme non per combattere la corruzione e il crimine, ma per favorirli. Ancora la settimana scorsa il senato ha approvato una legge che allunga i processi. Siamo in pieno armageddon finanziario eppure il parlamento si è concesso ferie fino a metà settembre.
Parlo a voce bassa, senza concitazione, in francese. Eppure tutti quelli intorno hanno interrotto le loro conversazioni.
Continuo. Chi evade le tasse sa di poterlo fare in tutta sicurezza. Mediamente ogni 4 o 5 anni viene approvato un condono. Berlusconi ne avrà approvati una ventina. Gli scandali sessuali? Sono la cosa meno grave che ha fatto, e questo dice tutto.

Insomma è sempre bello mettere in buona luce il proprio paese. A pensaci bene l'unica nazione che finora ha fatto ufficialmente default è l'Argentina dove metà della popolazione è di origine italiana. Adesso anche l'Italia è di fatto in bancarotta (strano che su internet la cosa, eccetto Grillo, stia passando quasi inosservata). Con gli interessi che si stanno determinando in questi giorni sui pizza-bonds e con gli attuali tassi di crescita si è superata quella soglia oltre la quale non si può uscire dalla spirale del debito senza aiuti esterni.

Ma non c'è motivo di buttarsi giù. In Italia infatti facciamo storicamente un grave errore. Quello di confrontarci all'Europa. Se invece ci paragonassimo come di dovere  al Nord Africa allora si che ancora troveremmo ragioni di soddisfazione. Lì siamo ancora il paese migliore.

giovedì 23 giugno 2011

Strange moods



Il risultato dei referendum italiani è stato interpetrato dai media esteri in modo strano, ossia esclusivamente come uno schiaffo degli italiani a Berlusconi e al suo governo, e poco più. Non una parola riguardo al merito delle questioni.
Ma i referendurm sono stati soprattutto una sconfessione netta delle politiche neoliberali che vedono nella commercializzazione generalizzata la panacea di tutti i mali. E invece su questo i media internazionali hanno fatto orecchie da mercante.  Mi sarebbe piaciuto, ad esempio, sapere come Belgi e Francesi avevano accolto l'uscita italiana dal nucleare. Se da essa ne poteva scaturire un effetto domino. Non una parola.

Poi sono arrivate le agenzie di rating, in particolare Moody's. Non si accorsersero di Enron e Parmalat, non si accorsero dello Tsunami finanziario in arrivo nel 2008.  Ma nella settimana successiva al referendum e nel pieno della crisi Greca si sono ricordati del debito italiano, come se il saccheggio delle finanze pubbliche fosse una novità dell'ultim'ora. Tra le motivazioni addotte vi sarebbe la difficoltà del governo ad approvare le necessarie riforme, come evidenziato dal risultato referendario.
In somma per Moody's l'assegnazione forzata ai privati dei servizi idrici in regime di monopolio con utili minimi garantiti per legge sarebbe stata una buona riforma.

Ma allora a cosa servono gli stati se non sono più in grado di gestire nemmeno l'acqua? Cosa c'è di più essenziale dell'acqua? Perché allora pagare il 45% di tasse? Per finanziare parate militari o per coprire speculazioni andate a male?  Questo mi piacerebbe chiedere ai signorini di Moody's.

A proposito, la commissione Europea è uno dei bastioni dell'ideologia liberista. L'idea dell'acqua privata da lì arriva, per esempio. Ecco perché bisognerà ricordarsi di passare per i seggi anche quando si voterà per il prossimo Parlamento Europeo. Conta più di quel che si crede.