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| cantiere della Salerno - Reggio Calabria |
Il discorso è finito sulla Salerno - Reggio Calabria. Ho ricordato di quando Berlusconi ne annució il completamento per la fine della legislatura con tutto l'emiciclo di Montecitorio che scoppió a ridere. Si ma lí c'è la mafia, é stato commentato. Certo è vero, c'è dovunque. Ma in quelle zone la vedi, la tocchi con mano.
Che fare quando qualcuno afferma qualcosa sull'Italia che sai essere vera?
Molte persone a questo punto iniziano a inventarsi una qualche difesa nazionalistica.
Sono nato nel posto A e allora mi sento obbligato a sostenere che il posto A è il meglio che possa esitere, che ha la gente migliore e la cucina la migliore. Anche se il posto A è la discarica di Cerro Maggiore.
Negare l'evidenza fa parte delle regole del gioco.
Il nazionalismo è al tempo stesso un difetto di crescita e una sorta di servitù della gleba dell'intelletto.
Il passo successivo consiste nell'attaccarsi a un qualche cliché del paese dell'interlocultore e la si butta in caciara.
Per me è un bel problema quando uno straniero mi riassume in due frasi esattemente quello che penso. Nello specifico, che quelle attraversate dalla SaRc sono società a cultura mafiosa maggioritaria. Basterebbe, del resto, che qualcuno registrasse quanto mi esce dalla bocca quando mi trovo sulla suddetta autostrada.
Il problema sta nella difficoltà a fare conti con la propria marginalità. Con il fatto che si conta di meno di quanto piace pensare.
Se l'Italia vince il mondiale, o ha la cucina migliore del mondo, o i monumenti più apprezzati, l'individuo italiano non dovrebbe avere molti motivi per inorgoglirsi. Per la semplice ragione che non è merito suo. O lo è in proporzione cosí piccola da non meritare menzione.
Lo stesso vale peró quando ti fanno notare che il paese è corrotto e dominato dalle mafie. Anche qui il contributo individuale è talmente irrisorio da sfociare nell'irrilevanza marginale.
Morale. Non contiamo nulla, per cui ci si puó pemettere, in tutta serenità, un grado elevato di onestà intellettuale.






